Taccini: “Maggioranza a Coreglia continua a fare danni”

Ragioniere e sindaco sanzionati per il ritardo del bilancio di fine mandato, opposizione punta il dito: "Colpa della carenza di personale"

“Mancano ormai pochi giorni alla fine dell’amministrazione Amadei ma questi amministratori non si vogliono smentire e, fino alla fine, continuano a fare danni“. È il pensiero del leader dell’attuale opposizione, Piero Taccini.

“Questa volta però, e per fortuna – dice – il danno se lo sono cercato e l’hanno trovato. Più di una volta, sia in riunioni con i responsabili sindacali del settore, sia in consiglio comunale, ho rappresentato al primo cittadino la grave situazione che stava generando con la sempre più frequente carenza di personale negli uffici comunali. Persone che andavano in pensione, o che preferivano uffici di altre sedi, e che non venivano rimpiazzate. In primis il segretario comunale, figura essenziale all’interno dell’ente. Eppure è dal lontano 2018 che il Comune di Coreglia Antelminelli non ha più il suo segretario e, all’occorrenza, è sempre stato richiesto un segretario provvisorio, più propriamente detto “a scavalco”. Senza questa figura il personale degli uffici, in particolare i responsabili degli stessi, sono allo sbando non avendo la figura alla quale rivolgersi per questioni sia legali che amministrative. E se questa mancanza fosse stata sopperita dalla presenza di assessori competenti, probabilmente, le cose potevano andare un pochino meglio ma anche la loro assenza nelle stanze comunali è sempre stata costante, ad eccezione di colei che è stata imposta per volontà del sindaco ma che per le deleghe benevolmente concessele, riguardanti cultura, turismo ed immondizia, non poteva dimostrare la sua competenza, non avendola”.

“Nel consiglio comunale del recente 24 giugno – dice ancora Taccini – feci ulteriormente presente al sindaco che al ragioniere del Comune erano stati affidati troppi impegni e troppe responsabilità, probabilmente approfittando del fatto che la persona in questione, molto competente per il suo ruolo e con un senso di grande attaccamento al suo Comune, non ha voluto tirarsi indietro ed ha accettato tutte le competenze impostegli. Infatti, oltre ad essere il responsabile del settore economico/finanziario (già questo sarebbe tanto), è stato nominato responsabile dell’anticorruzione e trasparenza, e del settore amministrativo”.

“Ebbene, adesso si è avverato quello che io avevo previsto – dice Taccini – il ragioniere ha ritardato la “relazione di fine mandato”, della quale il sindaco è responsabile, e la Corte dei Conti ha imposto una sanzione, prevista per legge, sia al sindaco sia al ragioniere ai quali verrà decurtato lo stipendio, per tre mesi, del 50 per cento. Responsabilità del ragioniere? Per il sindaco sì e lo ha pure dichiarato pubblicamente in consiglio comunale, nascondendo quella che è la cosa principale prevista dalla legge, ovvero che il responsabile della relazione di fine mandato è il sindaco”.

“In apertura dell’ultimo consiglio comunale dissi al sindaco che, a parere mio, non era lui il male assoluto – dice ancora il consigliere di opposizione – Il grosso errore lo ha commesso nella scelta dei suoi collaboratori e che, se si fosse contornato di persone competenti, forse, la lettera della Corte dei Conti non sarebbe arrivata, dopo di che lasciai l’aula per non perdere ulteriore tempo con questa maggioranza che con i nove voti a favore ha sempre fatto quello che ha voluto, senza bisogno di fare “captatio benevolentiae”, come spesso dichiarato dal suo capogruppo Stefano Reali. Nella mia affermazione era implicito volermi rivolgere agli assessori che, se avessero le giuste competenze, avrebbero il dovere di collaborare con il sindaco e con i responsabili degli uffici. Nel caso della relazione di fine mandato il dito era puntato sull’assessore al bilancio Ivo Carrari che avrebbe dovuto dare un concreto aiuto al ragioniere, magari solo ricordandogli la scadenza della relazione, prevista sessanta giorni prima delle elezioni amministrative e, perché no, dandogli anche una mano nella compilazione della stessa relazione, anziché perdere tempo a sfogliare tutti i verbali dei consigli comunali per sapere quante volte il consigliere Taccini ha votato senza argomentare. Il consigliere Taccini, in quell’occasione, rispose al dottor Carrari che avrebbe dovuto sempre votare senza argomentare perché tutte e volte che lo ha fatto ha solo sprecato del fiato”.

“E pensare che parte di questi amministratori – conclude Taccini – hanno il coraggio di tornare a chiedere il voto ai cittadini per poterli amministrare ancora per cinque anni. Errare è umano, perseverare è diabolico”.

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