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Elezioni 2018, primi nomi per i collegi lucchesi

Sembra quasi certa la data delle prossime elezioni politiche che dovrebbe essere, salvo sorprese dell’ultimo minuto, il 4 marzo prossimo. In vista di questo “delicato” appuntamento elettorale, tutti gli schieramenti hanno iniziato, o inizieranno con l’avvento del 2018, a muovere i primi passi.

 

Com’è noto, il “Rosatellum” la nuova legge elettorale approvata nel novembre scorso con i voti di Partito Democratico, Forza Italia, Lega e Alternativa Popolare e fortemente criticata dal Movimento 5 stelle, ha reintrodotto i collegi uninominali ed ha privilegiato la formazione di coalizioni rispetto a liste singole. Due aspetti che stravolgono lo scenario politico rispetto agli ultimi anni e che le varie segreterie di partito dovranno tenere in considerazione in vista della formazione delle liste e delle alleanze. Uno scenario che non va giù al consigliere comunale grillino Massimiliano Bindocci che lancia strali contro questa riforma elettorale fatta “su misura dai vecchi partiti contro l’unica vera forza di opposizione e di cambiamento che c’è oggi in Italia che è il Movimento 5 stelle”.
“Per noi è una lotta in salita – prosegue Bindocci – anche perché gli altri politici sono più esperti di noi nel gestire le clientele e nel piazzare parenti e amici all’interno delle liste. Per quanto ci riguarda, siamo per la trasparenza: da noi chi si vuole candidare lo dice apertamente e, se riceve i voti sul blog del movimento, viene poi inserito nelle liste. Siamo ancora in attesa delle regole d’ingaggio per le parlamentarie dopodichè inizieremo a pensare alle iniziative da mettere in campo”.
Bindocci non esclude una possibile visita del candidato premier del Movimento Luigi Di Maio, attualmente in giro per l’Italia con il Rally elettorale ed anticipa i temi degli incontri “tra la gente e non dietro le scrivanie” che il movimento farà sul territorio: ambiente e turismo verde per la Garfagnana, viabilità, trasporto pubblico e cultura per quanto riguarda la lucchesia, turismo e sanità per la Versilia. Non si sbilancia invece, per quanto riguarda i possibili candidati, nemmeno su quello dell’ex consigliere comunale Laura Giorgi il cui nome circola da tempo tra i papabili a 5 stelle: “Con Laura ci siamo sentiti qualche giorno fa – assicura Bindocci – ma non abbiamo parlato di questo. Abbiamo iniziato in questi giorni a lavorare alle candidature con dei gruppi di lavoro appositi, fatti esclusivamente da persone che non si vogliono candidare, in modo da garantire la massima imparzialità. Per adesso, posso dire che io sicuramente non sarò della partita”.
Per quanto riguarda i contenuti della campagna elettorale, la strategia di 5 stelle è chiara: “Punteremo sulle proposte concrete e sulla volontà di cambiamento delle persone – conclude Bindocci. Faremo delle proposte chiare e precise come, ad esempio, l’abolizione delle pensioni d’oro di cui la politica di palazzo ha tanta paura”.
Sul fronte del centrodestra invece, si va verso una coalizione unica, così come auspicato anche dal coordinatore provinciale di Forza Italia Maurizio Marchetti che, pur tirandosi fuori dalla battaglia elettorale e mantenendo un basso profilo, si lascia sfuggire alcuni nomi: “Per quanto ci riguarda, è ancora presto. Faremo un primo incontro ad inizio anno e da metà gennaio potremo iniziare a parlare di qualcosa di concreto. Certamente ci sono dei nomi che sicuramente sono credibili: Massimo Mallegni che si è dimesso da sindaco di Pietrasanta per questo, l’onorevole Deborah Bergamini la cui ricandidatura sarebbe positiva e il coordinatore regionale Stefano Mugnai. Sono sempre stato un fautore del centrodestra unito. Credo sia l’unico modo per ottenere un bel risultato. Certo, se ci sarà una coalizione, dovrà esserci un confronto anche con la Lega e con Fratelli d’Italia per stabilire quali collegi andranno a chi”.
Sull’altro versante, pare scontata una spaccatura tra Partito Democratico e suoi alleati da una parte e una coalizione più di sinistra guidata da Liberi e uguali dall’altra. A confermare questo scenario è il segretario territoriale Dem Mario Puppa: “Come Partito Democratico, stiamo facendo un percorso consapevole sulle candidature. Un percorso che inizierà domani sera con la direzione e che dovrà essere condiviso anche con la federazione della Versilia e che prevede un allargamento ad una lista di centro, alla lista Bonino e ad una lista con le forze progressiste di sinistra. Questa coalizione è stata decisa a livello nazionale e con questa ci presenteremo agli elettori”. Data per certa la candidatura di Andrea Marcucci al Senato, sugli altri candidati Puppa non si sbilancia, nemmeno su Maria Elena Boschi, nome che nei giorni scorsi è rimbalzato come possibile nel seggio lucchese: “Sicuramente le candidature nei collegi saranno decise a livello nazionale, apprendiamo di questa possibilità dai quotidiani nazionali. Certo la Boschi è una figura autorevole del nostro partito. Ma per ora non abbiamo nessuna comunicazione ufficiale in merito”.
Puppa si sofferma poi a tracciare l’identikit del candidato ideale: “La reintroduzione dei collegi impone che i candidati abbiano un reale legame con il territorio ma che siano anche persone in grado di vincere la competizione elettorale. Da questo punto di vista, siamo felici della disponibilità data dal senatore Andrea Marcucci la cui figura non ha bisogno di presentazioni: una persona che, pur avendo compiti di rilievo a Roma, si è impegnata molto per il nostro territorio. Dovremo cercare un profilo simile anche alla Camera. Faremo un percorso percorso condiviso con i vertici del partito ma cercheremo di imporre un rappresentante del territorio: una persona autorevole, con cognizione dei problemi e in grado di vincere”.
Un altro nome circolato nei giorni scorsi negli ambienti Dem nei giorni scorsi è quello di Luca Menesini. Una prospettiva a cui il sindaco di Capannori e presidente della Provincia non chiude definitivamente la porta: “Leggo quello che viene scritto sui giornali ma in questo momento sono sindaco e presidente della Provincia e penso solo a questo. Certo, con l’introduzione dei collegi uninominali, si tratta di un’elezione molto delicata dove sarà importante proporre persone con esperienza amministrativa e con un reale legame con il territorio. Spero che questa riflessione venga fatta”.
A confermare lo scenario di una sinistra divisa, almeno in questa prima fase, è Cecilia Carmassi che dopo aver abbandonato il Partito Democratico la scorsa estate ha aderito a Liberi e uguali: “È un fatto che sta nelle cose. Con questa legge elettorale hanno ottenuto quello che volevano. Ma onestamente ho difficoltà anche a capire quali potranno essere le coalizioni di centro – destra. I collegi sono molto grandi e ritagliati in maniera strana. A differenza del Mattarellum, non c’è un reale legame con il territorio dato che alla Camera, ad esempio, Lucca è messa insieme a più provincie con cui condivide ben poco. Anche l’impossibilità del voto disgiunto penalizza le coalizioni: una coalizione basata su programmi diversi che convergesse su un unico candidato non era sostenibile per noi. Si può pensare eventualmente ad un apparentamento post elettorale. D’altronde si è visto che lo spazio per poter lavorare insieme c’è come nel caso del testamento biologico. Dall’altro lato, invece lo ius soli è stato sacrificato per un mero calcolo elettorale”. 
Per la neonata formazione sarà una corsa contro il tempo ma che guarda già al dopo elezioni: “Il 7 gennaio ci sarà un’assemblea nazionale in cui saranno decise le linee programmatiche e i criteri per la selezione dei candidati. Dopodiché ci saranno delle assemblee regionali da cui dovranno uscire i nomi dei candidati. Cercheremo di trovare le persone giuste che abbiano anche un certo appeal. Sarà una campagna elettorale faticosa ma anche bella perché sarà l’occasione di costruire e intessere nuovi rapporti dato che molti di noi provengono da esperienze diverse”. 
Nessun nome per il momento, ma la Carmassi esclude un proprio impegno diretto: “Alcune persone me lo hanno chiesto ma mi sembra un assurdo. Ciò che è importante comunque sono i contenuti. Le persone hanno un peso certo, ma è fondamentale il progetto che dovrà proseguire anche dopo la campagna elettorale. Sarà su questo che ci impegneremo principalmente”.

Luca Dal Poggetto

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