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Una sala espositiva per salvare i tesori della Pieve, ma il parroco è contrario: salta il progetto di Vico Pancellorum

Il rammarico del comitato La Cornice: "Purtroppo, per una presa di posizione personale, Vico perde una grande opportunità che non si potrà più ripetere"

Un progetto per salvare un tesoro di Vico Pancellorum realizzando una sala espositiva parrocchiale che ospiti parte di beni e opere della pieve di San Paolo. È questa l’idea su cui il comitato La Cornice di Vico Pancellorum ha lavorato per mesi, un progetto da inviare al Fai per intercettare un finanziamento da 20mila euro dopo che il paesino si è classificato primo in Toscana grazie agli oltre 5mila voti.

Luoghi del cuore Fai sopra i 600 metri, Vico Pancellorum al primo posto in Toscana

Il progetto ha ricevuto consensi da parte della popolazione di Vico, ma sul più bello è stato bloccato a causa della contrarietà del parroco, Don Vitali, che ha espresso la sua decisione l’8 giugno. Vico Pancellorum non potrà partecipare all’importante bando del Fai: la scadenza, infatti, è fissata per il 15 giugno.

La presidente del comitato La Cornice di Vico Pancellorum, Sonia Boldrini, non demorde e spiega com’è nato il progetto: “Il contesto nel quale è inserito è quello di Vico Pancellorum, un antico borgo della Val di Lima. Storia, leggenda, cultura, imponenti percorsi naturalistici, arte antica e moderna, nonché importanti attività a livello internazionale di rafting nel sottostante torrente Lima e percorsi tra gli orridi del torrente Coccia, si intrecciano nello stimolo di quanti annualmente sono attratti a visitare il borgo per interesse culturale, religioso, storico, naturalistico, artistico o ludico sportivo. Ciò che interessa e che coinvolge pienamente il progetto, è rappresentato da quello che tuttora rimane dei beni e dei preziosi della Pieve, donati nei secoli quali atti di fede, o procurati per funzioni religiose. I beni, anzi i tesori della Pieve furono ordinati in bacheche ed armadi trasparenti dal parroco don Marcello Brunini e dal popolo con grande sforzo ed attenzione negli anni ’60 -‘70 riunì in sicurezza, con i modesti mezzi dell’epoca e concessi alla visita del popolo. Adesso si trovano, da anni, lasciati nell’oblio, lasciati all’incuria e al degrado e all’umidità, nell’insicurezza più assoluta. Parte di essi ammassati nelle stanze della canonica insieme agli altri di minore uso, ma non per questo di minore pregio, altri in armadietti di vetro sotto un manto di polvere. Con tutto ciò sussiste fortemente il rischio che di quanto è tuttora presente ne potrebbe restare solo un pugno di polvere o marciume, per non parlare di altro sulla sicurezza”.

Le finalità e gli obiettivi del progetto

Mantenere in conservazione e sicurezza a Vico i beni ecclesiastici di Vico; dare merito al grande valore del patrimonio religioso identitario di Vico Pancellorum e sull’elevatissima qualità e preziosità delle opere; garantire la fruizione pubblica con l’esposizione di parte dei beni e delle ricchezze presenti nella pieve di S. Paolo Apostolo, in una struttura adeguata con dispositivi e strumenti che possano esaltare e diffondere il valore religioso, il contesto storico ed artistico con la massima cura e tutela, sia per la sicurezza, sia per la conservazione delle opere; perseguire appropriate funzioni relative agli obiettivi educativi, di informazione, di catechizzazione e di evangelizzazione; vuole narrare la fede per mezzo degli oggetti esposti, offrendo la testimonianza pratica della devozione espressa nei secoli dai sacerdoti e dalla comunità di Vico Pancellorum; offrire possibilità di comunicazione, conoscenza, ricerca e studio; garantire il protrarre dell’iniziativa per un tempo lungo; adoperarsi nella disponibilità di collaborazione, ricercando la possibilità di fare anche rete sul territorio; dare alle preziosità religiose, riposte in locali angusti ed umidi, accessibile destinazione; mettere con urgenza in sicurezza i beni, dal degrado e da altri eventuali rischi.

“Il percorso che verrà intrapreso tramite il progetto – spiega Sonia Boldrini – prevede lo spostamento delle testimonianze sacre, ma che resteranno sempre ‘in loco’ e a poca distanza dal sito attuale e in luogo sacro e consacrato a disposizione e alla vista della popolazione e dei turisti. Il progetto prevede la collocazione della sala espositiva parrocchiale allestita nella chiesa – oratorio del Santissimo Crocifisso. Accettando l’edificio nello stato nel quale si trova, nel rispetto dell’attuale, tipologia e morfologia edificatoria, senza addivenire alcuna modifica alla struttura e degli interni, fatto salvo quanto demandato nell’essenziale per la realizzazione degli impianti, i quali non saranno né impattanti, né danneggianti, nel rispetto del luogo, delle disposizioni degli organi proprietari e nell’osservazione di quanto demandato dagli organi di competenza. L’esposizione è curata in dieci importanti voluminose e sicure teche, in acciaio e vetro multistrato, soggette ad adeguata illuminazione diffusa e sistemi di sicurezza. La garanzia data alla collezione interesserà la deumidificazione, la videosorveglianza, nonché anche sistemi di anti intrusione, il tutto collegato a remoto a personale del luogo e agli organi di sicurezza”.

Un progetto studiato nel dettaglio per partecipare al bando del Fai: “Quanto prodotto è stato seguito e organizzato nei minimi particolari – precisa la presidente del comitato -. Pronto per poter partecipare al bando Fai: ‘Bando per i Luoghi del Cuore per la selezione degli interventi 10° censimento 2020’, con relazioni, regolamenti, piantine di esposizione e degli impianti, completo e corredato da preventivi, costi, organigramma e cronoprogramma dei lavori, un impegno preso, forti delle migliaia di consensi ricevuti dalla gente ai nostri rappresentanti e trasmessi dettagliatamente al parroco all’Arcivescovato e alla Soprintendenza. Il progetto ha preso il via secondo coscienziosi criteri di priorità e lo stato dei luoghi, nonché dopo aver preso in considerazione l’interesse e le aperture dell’Istituzione Ecclesiastica alla realizzazione del progetto. Così altri progetti che il comitato ‘La Cornice di Vico Pancellorum’ ha in cantiere sono stati messi in secondo luogo”.

Dopo mesi di lavoro, però, il progetto è stato bloccato al fotofinish a causa della contrarietà del parroco: “La conclusione: mesi di lavoro e sacrifici al quale all’ultimo momento è mancato ‘solo’ l’essenziale, l’accordo che il parroco locale non ha concesso, e la sua formale rinuncia, nonostante i numerosi incontri e contatti che abbiamo avuto con il parroco stesso e con sua Eccellenza l’Arcivescovo, il quale a nostro avviso si è trovato nell’impossibilità di procedere visto i tempi ristrettissimi – racconta Sonia Boldrini. Tale motivo ha decretato che dopo avere raccolto oltre 5.500 adesioni di persone che hanno dato appoggio e fiducia al comitato ‘La Cornice di Vico Pancellorum’ ed essere arrivati primi in Toscana per i Borghi sopra i 600 metri, ci troviamo a non poter partecipare al bando che avrebbe potuto dare grande lustro a Vico, alla Pieve ed al territorio circostante, nonché non accedere alla probabilissima somma decretata in euro 20.000,00; e proprio perché le energie sono state impegnate sino all’ultimo per le definizioni, nessun altro progetto non può essere presentato dal comitato. Purtroppo, per una presa di posizione personale, Vico perde una grande opportunità che non si potrà più ripetere”.

Il comitato non demorde: “La disponibilità: il tempo potrà essere un buon consigliere per i soggetti oggi interessati, e il comitato ‘La Cornice di Vico Pancellorum’ sarà sempre a disposizione e senza pretese, con una forte volontà costruttiva e di collaborazione – conclude Sonia Boldrini -. Non demorderemo dalla realizzazione del progetto, il quale potrà essere soggetto anche a modifiche, ma perseguiremo e ci impegneremo fino all’impossibile con ogni ragionevolezza per la messa in sicurezza e la conservazione dei beni della Pieve di S. Paolo Apostolo, anche perché la situazione di forte precarietà impone una decisione o una iniziativa tempestiva degli organi proprietari e di competenza”.

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