Lucart di Diecimo, scatta un pacchetto di scioperi

I lavoratori protestano per la rottura delle trattative su contratto e cassa integrazione

Scatta lo sciopero dei lavoratori della Lucart di Diecimo. A dichiararlo i sindacati della categoria che ne spiegano i motivi. Una decisione, dicono, presa “davanti alla continua indifferenza e intransigenza da parte della direzione aziendale Lucart spa dello stabilimento di Diecimo, in merito alla rottura del tavolo della trattativa contratto aziendale e per il sostegno economico da riconoscere a tutti quei lavoratori coinvolti in cassa integrazione dal mese di maggio ad oggi, che nei mesi di marzo e aprile, hanno dato disponibilità all’azienda, nel lavorare anche in straordinario e nei festivi, in piena emergenza covid19, esponendosi maggiormente alla possibilità di contagio e conseguentemente aumentandone il rischio anche per i loro familiari.

Per questo motivo le segreterie territoriali Fistel Cisl Toscana, Slc Cgil Lucca, Ugl Chimici Lucca e la Rsu di Diecimo proclamano un pacchetto di ore di sciopero con gestione alla rappresentanza sindacale unitaria d’intesa con le segreterie territoriali.

E’ stata decisa anche l’effettuazione delle ore in straordinario, solo con “comando” dell’azienda che deve – secondo la linea dei sindacati – “attenersi alle procedure di formale comunicazione (scritta) all’interessato e
alle altre norme previste dal contratto nazionale”.

E’ stato deciso anche che l'”effettuazione del cambio turno”, sarà possibile solo con “comando dell’azienda che – si legge nella nota sindacale – deve attenersi alle procedure di formale comunicazione (scritta) all’interessato e alle altre norme previste dal contratto (preavviso minimo 18 ore, ecc…). Un’azienda che non ascolta le necessità dei lavoratori e mostra palesemente disinteresse per gli effetti negativi dal punto di vista economico derivanti dal mancato rinnovo del premio di risultato e dalla cassa integrazione, ci obbliga alla mobilitazione, consapevoli degli ulteriori sacrifici chiesti ai lavoratori, ma che rimane l’unica forma per dare loro il rispetto e le risposte che meritano”.

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