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False vaccinazioni anti-Covid ai pazienti, sospeso il medico arrestato il 31 dicembre

L'ordine professionale medita se costituirsi parte civile al processo. All'interrogatorio di garanzia ha risposto: "Non è lo strumento adatto a combattere il virus"

L’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Pistoia ha sospeso Federico Calvani, il medico finito agli arresti domiciliari il 31 dicembre scorso con l’accusa di aver effettuato false vaccinazioni anti Covid a pazienti. A renderlo noto è il presidente dell’Ordine pistoiese, Beppino Montalti, annunciando anche che “nei prossimi giorni il consiglio direttivo studierà la procedura per costituirsi come persona offesa dal reato in quanto il comportamento del medico può essere un grave pregiudizio alla professione medica, e sanitaria in senso lato, e questo ci consentirebbe di essere notiziati dello sviluppo delle indagini”.

“Prima del dibattimento – prosegue Montalti – decideremo se costituirci o meno come parte civile in giudizio, così da poter essere ulteriormente tutelati”.

Oggi (5 gennaio) era in programma anche l’interrogatorio di garanzia del medico di medicina generale della Montagna Pistoiese finito ai domiciliari il 31 dicembre scorso con l’accusa di aver effettuato false vaccinazioni anti Covid a pazienti: “Sostanzialmente – ha detto il suo legale, Stefano Panconesi – ha collaborato rispondendo a tutte le domande che gli sono state fatte, quindi massima collaborazione con la pubblica accusa, alla quale ha spiegato le sue motivazioni sul perché ha agito in questo modo. Si tratta di motivazioni prettamente etiche e scientifiche: è un medico che ha approfondito già da due anni la problematica del Covid e secondo le sue convinzioni il vaccino non è lo strumento adatto per poterlo combattere“.

Calvani rimane per ora ai domiciliari. “Per il momento -spiega ancora l’avvocato Panconesi – non abbiamo avanzato alcuna richiesta, molto probabilmente ci rivedremo con i pubblici ministeri la prossima settimana, per approfondire alcuni aspetti, e se del caso avanzeremo delle richieste nella fase successiva”.

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