Calcio dilettanti, almeno fino al 5 marzo non si riparte. Dinelli: “Tante incertezze, ma almeno l’Eccellenza va conclusa”

Parla il numero uno della Figc-Lnd lucchese: "Le scelte del presidente regionale Mangini fin qui sono state lungimiranti"

Le società dilettantistiche brancolano nel buio: è tutto fermo dal 18 ottobre. L’emergenza per il Covid 19 è tornata a prendersi la ribalta.

Eugenio Dinelli, in qualità di presidente provinciale del domitato Figc di Lucca, ci può dire qualcosa sulla ripartenza?
“La domanda che mi avete rivolto è quella che mi fanno le società. Vi dico, come ho già detto alle società che stiamo vivendo in uno scenario d’incertezza e non possiamo fare delle previsioni. Sappiamo che il decreto appena diramato va fino al 5 marzo e in questo decreto sono ammessi gli allenamenti individuali senza poter usufruire degli spogliatoi”.

C’è il rischio di un annullamento della stagione?
“Dobbiamo fermarci intanto a questa data, poi vedremo. La serie D ha ripreso la sua attività e qui le squadre hanno l’obbligo di effettuare i tamponi. Da poco alle società la Lega Nazionale Dilettanti ha riconosciuto un rimborso per alleviare questa spesa”.

Partendo dall’Eccellenza per arrivare alla Terza Categoria la stagione potrebbe essersi già conclusa…
“Io farei attenzione. Il problema maggiore è legato all’Eccellenza, questa è un campionato che diventa extra-regionale. In serie D sono previste promozioni e retrocessioni e quindi i posti che si liberano per le squadre che scendono di categoria devono essere ricoperti da chi ha vinto i campionati. Sulle retrocessioni non è stato posto alcun veto. L’Eccellenza è un campionato che in qualche modo deve essere portato avanti”.

Nella passata stagione furono prese come riferimento le classifiche cristallizzate. Ora però sono state giocate solo due giornate.
“Se non concludi i campionati può essere presa in esame la classifica di merito. Io faccio delle ipotesi. Fino ad ora sono state giocate solo 2 giornate e quindi questo non può essere fatto. Io sono ottimista di natura e dico siamo a metà gennaio c’è tutto il tempo per consegnare le squadre alla serie D”.

Quindi ammesso e non concesso che il decreto post 5 marzo dia il via libera per gli allenamenti collettivi, le società hanno bisogno di un ulteriore mese per compiere una nuova preparazione.
“Si il tempo è quantificabile in 20-30 giorni. Magari per logica si potrebbe completare solo il girone d’andata. Sarebbero 9 giornate da giocare, anche se introduci dei turni infrasettimanali, magari ogni due settimane, il campionato riesci a portarlo a termine”.

Potrebbe essere il piano B per salvare perlomeno l’Eccellenza.
“Vede io sono ottimista di natura. Se fosse per me domani tornerei a giocare, ma mi rendo che i numeri dell’epidemia non ti permettono di andare oltre. Noi abbiamo dall’1 di novembre tutte le delegazioni chiuse, fino a oggi non abbiamo ricevuto indicazioni su riaprirle o meno. Ci sono tante società piccole che hanno svolto degli allenamenti individuali, qualcuno con i settori giovanili ha ripreso la sua attività. Ma in Terza Categoria come fai… Ci sono ragazzi che quando hanno iniziato sono entrati in quarantena e sono srati costretti a non andare sui posti di lavoro e magari oltre alla salute propria e degli altri rischiano anche di perdere il posto. Tutto questo solo per la passione che hanno per questo che è un gioco”.

Presidente, siamo ancora in mezzo al mare.
“E noi siamo fortunati perché abbiamo un presidente regionale lungimirante”.

Perché ha usato questo termine?
“Paolo Mangini rispetto agli altri presidenti aveva il timore che la pandemia potesse ritornare prepotentemente a condizionare la nostra vita. Siamo l’unico comitato con i gironi a 12 o al massimo a 14 squadre. Sapendo che il virus non era stato debellato del tutto sono stati fatti gironi più corti in previsioni di una nuova ondata. Questo comporta meno difficoltà per un eventuale ripresa”.

Cioè?
“Hai meno giornate da dover far disputare. Inoltre si sta battendo su altri due punti. Il primo è la modifica della legge regionale sulle concessioni da parte dei Comuni alle società dilettantistiche degli impianti sportivi, inoltre sta lottando contro la legge Spadafora che vorrebbe equiparare, con l’introduzione della figura del lavoratore sportivo,   il lavoro nelle società professionistiche a quelle dilettantistiche, con l’obbligo di far pagare le tasse anche a chi in una squadra di calcio lavora solo come volontario, mosso da pura passione”.

In definitiva del doman non v’è certezza…
“Sono tutti temi ai quali non è facile dare delle risposte. Bisogna solo aspettare. Le società vogliono sapere come si ricomincia anche nei settori giovanili. Anche qui il prossimo anno come ti comporti? Facciamo l’esempio degli Allievi A, riparti a settembre e questi ragazzi passano automaticamente negli juniores. Vuol dire avergli fatto perdere un anno. Oppure alzi di un anno tutti gli obblighi d’età? Qualsiasi decisioni prendi è difficile”

L’unica ancora sarebbe la vaccinazione
“E questa entro quando si completa per tutti?”.

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