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Donatori di sangue di Roggio, Luca Pellicci è il nuovo presidente

Rinnovato entusiasmo per l'attività dell'associazione, che guarda anche ai tanti emigrati a Londra dalla frazione

A Roggio il gruppo donatori di sangue non è solo una associazione che promuove la donazione – già di per sé impegnativa e socialmente rilevante – ma anche un punto di riferimento per l’intera comunità. Il gruppo è cultura, con iniziative rivolte a valorizzare le tradizioni e l’identità paesana, solidarietà verso chi ha bisogno e non manca di animare la vita sociale con feste e iniziative. Molto sentito è il legame con la comunità roggese di Londra, con la quale ha sviluppato progetti per recuperare e mantenere i beni paesani e in particolare la chiesa, il campanile e il circolo ricreativo del Fondone.

A seguito del rinnovo delle cariche del gruppo, Luca Pellicci è il nuovo presidente. Da sempre impegnato dietro le quinte dell’associazione, ora assume la massima carica in un momento particolarmente difficile per l’emergenza legata alla pandemia da  oronavirus. Luca è giovane ma ha testa sulle spalle e crede nei valori della sua comunità, di cui è parte attiva con la sua famiglia. Sul futuro del gruppo ha le idee chiare: “Sembra banale e scontato parlare di coinvolgimento di giovani – afferma – ma questo non si risolve solo con enunciazioni, è necessario essere concretamente presenti, perché il fare è più difficile del non fare. Occorre uno sforzo straordinario per parlare con tutti, far capire l’importanza di partecipare ad un grande progetto di solidarietà che si sviluppa solo con lo spirito di fare del bene ad un prossimo che difficilmente conosceremo”. Nel percorso Luca sarà accompagnato nell’esecutivo dal vicepresidente Edoardo Fazzani e dal segretario Massimo Ferrari.

Ma le novità non finiscono qui, capogruppo è stato eletto Simone Pellicci, ragazzo giovanissimo e molto motivato che senza nascondere l’emozione per l’incarico dice: “Voglio vivere questa esperienza con i ragazzi e le ragazze di Roggio con spirito di servizio verso la mia comunità che ha creduto in me affidandomi questa responsabilità”.

Simone ci tiene subito ad evidenziare il vero problema del gruppo, come molti sanno, Roggio ha avuto una forte emigrazione verso il Regno Unito e in particolare nella città di Londra e tanti una volta rientrati in Italia non possono donare per le limitazioni dovute all’encefalopatia spongiforme bovina, nota anche come morbo della mucca pazza. Si è ipotizzato che vi sia rischio di trasmissione della malattia ai pazienti che ricevono il sangue intero o gli emoderivati da donatori. “A distanza di anni – dice – credo sia giusto rivedere queste limitazioni che sottraggono tanti potenziali donatori e mortificano giovani volenterosi che desiderano esprimere questo atto di amore verso il prossimo”.

Simone auspica che gli scienziati e le autorità sanitarie facciano chiarezza sulla effettiva necessità di questo divieto o se ormai ci sono le condizioni per rimuoverlo. Infine, conclude: “Sono fiducioso che le autorità ci ascoltino e mi auguro che presto tanti giovani possano donare e sentirsi protagonisti attivi del nostro gruppo e di altri gruppi della Garfagnana con i quali condividiamo questo progetto di solidarietà”.

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