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Inchiesta Vagli, l’opposizione: “Il tribunale del riesame ha confermato tutto l’impianto accusatorio”

Per Vagli e Roggio: "Siamo amareggiati, l’amministrazione comunale sta difendendo l’indifendibile"

Dopo la revoca degli arresti domiciliari e le dichiarazioni dell’ex vicesindaco Mario Puglia, il gruppo di opposizione Per Vagli e Roggio (a firma di Edoardo Fazzani, Luciano Braccini, Marcello Lido Baisi e Mario Giuseppe Coltelli) interviene per far chiarezza su quanto deciso dal tribunale del riesame di Firenze sulla vicenda del “sistema Vagli”.

“Aprendo le testate dei giornali sia cartacei che telematici di ieri (8 gennaio) – esordisce l’opposizione – abbiamo notato come alcuni abbiano riportato notizie ben chiare e dettagliate sulla vicenda del ‘Sistema Vagli’, mentre altri si sono limitati a scrivere una riga o due, mettendo in evidenza solo il fatto che sono stati revocati i domiciliari all’ex sindaco di Vagli, così da creare l’esultanza di qualche sprovveduto, che non conosce né normativa né il funzionamento del nostro sistema giudiziario. Per questo motivo siamo intervenuti per chiarire meglio la questione e delucidare tutti, ma in particolare i nostri cittadini di Vagli. Anzitutto esprimiamo le nostre rallegrazioni nell’apprendere che sono stati revocati i domiciliari al vice Sindaco di Vagli e all’imprenditore Giorgio Turba, del resto siamo consapevoli e coscienti, che quando scattano le manette, non è mai piacevole per i diretti interessati, per le loro famiglie, per amici e conoscenti e parlando di personaggi pubblici neanche per le loro comunità di appartenenza”.

La revoca dei domiciliari – proseguono – è un atto che viene adottato quando non sussistono tre particolari situazioni (pericolo di fuga, possibilità di inquinamento delle prove, probabilità di reiterazione dei presunti reati). Per questo il tribunale del riesame non ha ritenuto ci siano i presupposti di fuga da parte dei due imputati, ha ritenuto che non vi siano possibilità di infangare le prove, molto probabilmente perché il materiale inerente l’inchiesta è stato acquisito, inoltre vi è il terzo requisito che non ci sia pericolo di reiterazione dei reati, per chi non lo sa reiterazione significa ricommettere gli stessi reati. In merito a quest’ultima ipotesi, evidentemente, i giudici hanno avuto un minimo di titubanza imponendo a Puglia la ‘sospensione dai pubblici uffici’ che significa estromissione da amministratore pubblico, che altrimenti con la revoca dei domiciliari sarebbe decaduta”.

“Per quanto riguarda Turba è stato ‘inibito dal contrattare con la pubblica amministrazione’ – specifica il gruppo di opposizione -, per capirci sono stati allontanati dai luoghi dove potevano reiterare i loro reati. Cosa ancor più importante e nello stesso tempo sconcertante è che il Tribunale del riesame ha confermato in toto tutto l’impianto accusatorio del pubblico ministero confermando pertanto l’associazione a delinquere e tutti gli altri capi d’accusa, conferme che ci fanno tornare alla mente frasi denigratorie verso una comunità tipo ‘distruggete quella strada a me non interessa se restano isolati’ frase che rimarrà nella storia più buia del popolo vaglino”.

“Sinceramente – concludono – come minoranza siamo ancora più amareggiati dal vedere che l’amministrazione comunale non capendo forse a cosa va incontro, sta difendendo l’indifendibile, e che gli organi preposti non intervengano per ridare voce ad una comunità che ha bisogno di essere amministrata da gente pulita, non certo da amministratori e dipendenti che da quanto abbiamo appreso si sono macchiati di gravi anzi gravissimi reati contro la pubblica amministrazione. Tanto era dovuto per i nostri cittadini per fare chiarezza, altrimenti si rischia di trasformare delle situazioni drammatiche, in feste e balli come qualcuno vorrebbe far credere”.

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