Kme, Attuacost: “No a ricatti Confindustria”

“Con un recente comunicato stampa, la Confindustria toscana ha voluto rilanciare il ricatto occupazionale nella Valle del Serchio al fine di far passare l’ormai famigerato pirogassificatore della Kme”. Questo il commento del Comitato per l’attuazione della Costituzione alla nota dell’associazione di categoria.
“Gli industriali se la prendono con “coloro che osteggiano il manifatturiero nella Valle del Serchio” – commenta il comitato –  E chi sarebbero costoro? Confindustria non ce lo dice, chissà perché. Meglio non fare nomi, evidentemente, così lorsignori possono fare il giochetto di inventarsi un nemico oscurantista e pre-industriale, costantemente in agguato per fermare i loro benefici progetti sempre tesi al bene comune. Davvero commovente, ma noi non ci commuoviamo affatto. Nessuno tra chi si batte contro l’inceneritore voluto dal signor Manes è contro il manifatturiero. Ed il nostro Comitato ha formulato in passato proposte alternative a quelle di Kme, in grado di risolvere la questione energetica di quell’azienda ricorrendo al fotovoltaico. Ma su questo gli illuminati industriali, sempre pronti a far la lezione agli altri, hanno preferito tacere. Un silenzio che ci dimostra come a Kme non interessi tanto la produzione di energia elettrica per alimentare lo stabilimento di Fornaci di Barga, quanto piuttosto il business dei rifiuti” .

“La popolazione della Valle del Serchio vuole difendere l’occupazione industriale – prosegue Attuacost – Essa non è affatto contro il manifatturiero, ma non è neppure stupida come pensano in Confindustria. Ecco perché alle storielle di Kme non ha mai creduto. Né si farà incantare adesso da certi comunicati. Ma davvero vogliamo parlare di occupazione? Benissimo, perché non cominciamo a farlo allora da un onesto bilancio delle fallimentari scelte di Kme. Questa azienda, che sfrutta i lavoratori ed il territorio della Valle del Serchio da oltre un secolo, aveva trent’anni fa circa duemila addetti, mentre oggi ne conta soltanto 570. Un bilancio occupazionale che si commenta da solo. Certo, si dirà che così va il mondo dell’industria e non solo a Fornaci. D’accordo, ma la si smetta allora di presentarsi come disinteressati benefattori di una comunità che è ormai stufa di questi discorsi. Ma poi, davvero questo disastro occupazionale non ha nulla a che vedere con le scelte aziendali? Non c’entra nulla la chiusura del centro ricerche, l’abbandono della produzione dei superconduttori, gli investimenti sbagliati degli ultimi decenni, la presentazione di piani di rilancio surreali come quello basato sulla produzione di pomodori? Suvvia, siamo seri. Naturalmente, dopo il panegirico sul manifatturiero, Confindustria confeziona nel suo comunicato il più classico dei ricatti. Così scrive l’associazione degli industriali toscani: “La popolazione della Media Valle farà bene a tenersi strette entrambe le produzioni, quella metallurgica e quella cartaria”. Ovvio come per lorsignori “tenersi strette” voglia dire sciropparsi il pirogassificatore”.
“Il tentativo è addirittura quello di estendere il ricatto, non più solo verso i lavoratori della Kme, ma pure nei confronti di quelli del cartario – concludono  Bene, questo ricatto proprio non si regge in piedi. Sono decenni che le industrie cartarie della lucchesia vorrebbero il loro bell’inceneritore. Finora (visto che la gente tanto stupida non è) gli è andata male, ma non c’è azienda che abbia chiuso per questo. Segno che anche senza inceneritori i profitti proprio male non vanno… Con questo non diciamo certo che non esista il problema dei rifiuti industriali delle cartiere, ma è ben curioso come ci si ostini ad ignorare altre possibilità tecnicamente già esistenti, come quella – produzione di pallet di plastica ottenuti col riciclaggio del pulper – messa a punto con il progetto Eco-Pulplast. Un progetto che le cartiere lucchesi hanno evidentemente deciso di affossare senza neppure spiegare il perché”.
“Non sarà che alla tanto decantata “economia circolare” – conclude il comitato – si preferisca invece il più collaudato business circolare? A leggere il comunicato di Confindustria, come pure le dichiarazioni di certi assessori, a noi sembra proprio che sia così. Prendiamone atto e continuiamo la lotta contro il pirogassificatore”.

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