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Kme verso autunno caldo fra piro e crisi aziendale

All’estate rovente che stiamo vivendo è molto probabile che seguirà un autunno altrettanto caldo in Valle del Serchio. Non tanto ovviamente per i valori climatici quanto per l’inevitabile innalzamento della “temperatura politica” che si attende per una delle vicende che ha quasi monopolizzato il dibattito amministrativo da ormai più di un anno: il discusso progetto di rilancio dello stabilimento produttivo dell’azienda Kme di Fornaci di Barga.

“Nulla di nuovo sotto il sole”: la citazione biblica pare particolarmente calzante per riassumere quanto accaduto fino ad oggi riguardo a questa vicenda. Coniugare sviluppo economico e sostenibilità ambientale è da sempre il tema principale al centro dell’agenda politica ad ogni latitudine, come pure per ogni livello istituzionale; il progetto del pirogassificatore a Fornaci non poteva in alcun modo fare eccezione.
Gli “ingredienti” infatti c’erano e ci sono tutti: crisi aziendali con tanto di richiesta di ammortizzatori sociali per i quasi seicento addetti dello stabilimento, piano di rilancio che passa attraverso la realizzazione di un discusso impianto di smaltimento degli scarti di cartiera necessario per auto-produrre energia, nascita di gruppi ambientalisti – su tutti il comitato La Libellula – contrari alla realizzazione, istituzioni locali e forze politiche divise talvolta anche al loro interno e, per non far mancare proprio niente, una campagna elettorale per il rinnovo dell’amministrazione cittadina inevitabilmente e pesantemente attraversata da questo dibattito.
Pare altrettanto ovvio e scontato ritenere questo il principale dossier sul tavolo della neosindaca di Barga Caterina Campani che, già dalla seduta di insediamento della nuova amministrazione, ha tenuto a ribadire la totale contrarietà sua e della sua maggioranza al progetto presentato confermando, di contro, una altrettanto totale apertura nei riguardi dell’azienda e dei lavoratori, per ricercare soluzioni alternative e, a suo parere, maggiormente compatibili con le esigenze ed aspettative del territorio.
Intanto con il prossimo settembre appare inevitabile la richiesta di proroga al ministero per lo sviluppo economico della cassa integrazione straordinaria per i lavoratori accordata lo scorso anno mentre per il seguente mese di ottobre si attende il deposito delle integrazioni, richieste lo scorso aprile dalla Regione Toscana a Kme, necessarie per il rilascio della valutazione di impatto ambientale per la realizzazione del discusso pirogassificatore.
A brevissimo invece, il prossimo giovedì (11 luglio) alle 11,30 nell’auditorium aziendale di viale Cesare Battisti, si celebrerà il D-Day del progetto del polo accademico sull’economia circolare che verrà lanciato dall’ad Claudio Pinassi e per il quale è attesa la presenza del presidente della giunta regionale Enrico Rossi e dell’ex parlamentare Pd Ermete Realacci. Coordinatore della giornata sarà Simone Molteni, direttore scientifico di LifeGate.
Sullo sfondo rimangono gli appelli – al momento totalmente disattesi – rivolti ormai da mesi ai ministri Di Maio (sviluppo economico) e Costa (ambiente) da parte di molte amministrazioni locali, capitanate dallo stesso Comune di Barga e dalla provincia di Lucca, affinché si facciano promotori di iniziative tali da ricercare soluzioni alternative al progetto del pirogassificatore e il recente interessamento alla vicenda mostrato dal Presidente della Camera dei deputati Roberto Fico, al margine di una recente visita istituzionale in occasione delle celebrazioni per il bicentenario dalla nascita di Antonio Mordini.
Questa sera, infine, c’è attesa a Barga per la seconda seduta d’aula di questa nuova consiliatura dove fra i vari punti all’ordine del giorno spicca una mozione presentata del gruppo di minoranza Progetto Comune che ha l’obiettivo di rilanciare nuovamente la discussione intorno al progetto Kme e più in generale sulle strategie di politica ambientale che la nuova amministrazione intenderà mettere in campo nei prossimi cinque annni.

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