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No piro, presidio a Firenze. Presentate le firme foto

Arriva a Firenze, con un presidio davanti al consiglio regionale, la protesta di cittadini e comitati contro il pirogassificatore di Kme. Consegnate al presidente del consiglio regionale, Eugenio Giani, le 8700 firme raccolte nelle scorse settimane.
“Questa è una petizione rivolta a tutto il consiglio regionale, con me ci sono Stefano Baccelli, Giacomo Giannarelli, Tommaso Fattori, Ilaria Giovannetti, Gabriele Bianchi, consiglieri che si sono attivati perché potesse avvenire un momento di questo genere”. Con queste parole il presidente dell’assemblea toscana, Eugenio Giani ha ricevuto, in via Cavour, davanti al portone di palazzo del Pegaso una delegazione del gruppo La Libellula guidati da Marco Bonini e Caterina Campani, sindaco e vicesindaco di Barga.

Il movimento La Libellula ha consegnato le firme raccolte per la petizione contro il progetto presentato in Regione dall’azienda Kme Italy spa di realizzare un gassificatore di rifiuti industriali nel suo stabilimento di Fornaci di Barga in provincia di Lucca. Nel testo della petizione si legge “chiediamo alla giunta e al Consiglio che, prendendo atto della volontà della popolazione della Valle del Serchio, non autorizzi la realizzazione del gassificatore”. “Tale volontà – si continua – è rappresentata dalle 8mila 697 firme raccolte, provenienti per il 76,5 per cento da cittadini residenti nei Comuni della media valle del Serchio e della Garfagnana”.
“Raccolgo ufficialmente le 8mila 700 firme con senso di partecipazione – ha detto Giani – Barga è un territorio particolarmente caro. Dal consiglio regionale sarà fatto tutto il necessario affinché le vostre richieste possano essere discusse e trovino un consenso positivo, prima di tutto tenendo conto dell’opinione della comunità locale”.
“La consegna – dicono dalla Libellula – è stata l’atto finale di un grande sforzo da parte del Movimento La Libellula e dei comitati che l’hanno affiancata, uno sforzo che dai primi di ottobre si è protratto fino al 17 gennaio scorso, festa di Sant’Antonio patrono di Fornaci, e che ha visto i volontari raccogliere firme in lungo e largo per tutta la valle alle feste, ai mercati settimanali e porta a porta, nonché presso alcuni esercizi commerciali che ci hanno dato una mano (non, ahimé, la grande distribuzione, che ha preferito in molti casi “non schierarsi”); a tutti questi volontari va il primo dovuto e sentito ringraziamento, nonché ovviamente a tutti coloro che con la loro firma hanno fatto sentire la volontà della Valle, che ci pare inequivocabile”.
“Un sentito ringraziamento – prosegue la nota – va anche a tutti i sindaci che, in qualità di responsabili della nostra salute, hanno apposto la loro firma sul foglio numero 1; ben 18 firme su 20 comuni della Media Valle e Garfagnana; solo 2 primi cittadini non hanno firmato: il sindaco di Sillano-Giuncugnano, Roberto Pagani, Comune che fra l’altro fa parte del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e riserva di biosfera Unesco, e il sindaco di Coreglia Antelminelli, Valerio Amadei, peraltro assente anche ieri in Unione dei Comuni della Mediavalle per l’approvazione della delibera contraria al gassificatore”.
“Fin da prima delle 15 – spiegano dal comitato – le circa 100 persone venute dalla valle sia coi pullman organizzati dalla Libellula sia con mezzi propri, hanno presidiato in via Cavour davanti al palazzo della Regione, una presenza numerosa (tenuto conto della distanza e del giorno lavorativo) con tanto di striscioni, cori, tamburelli e fischietti, che si sono espressi in un pacifico e vivace corteo che ha anche sfilato ripetutamente lungo la via stessa. La manifestazione ha avuto successo, raggiungendo l’obiettivo che ci si poneva: il consiglio regionale confermerà il no sostanziale al gassificatore; tutti i gruppi consiliari si sono infatti espressi in questo senso approvando la mozione presentata dalla Libellula; orientamento espresso anche dallo stesso presidente Giani che ha dichiarato davanti ai manifestanti che il Consiglio terrà conto in primo luogo della volontà della comunità locale. Le nostre ragioni sono state dunque riconosciute e pensiamo che questo sia un atto decisivo per fermare il progetto di KME, che la popolazione della Valle del Serchio considera in grande maggioranza pericoloso per l’ambiente e la salute”.
Anche i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle hanno preso parte al presidio in via Cavour a Firenze. “Cercare di risolvere i problemi dei distretti produttivi sulla pelle dei cittadini – spiegano Giacomo Giannarelli e Gabriele Bianchi – è inaccettabile. Fin dalla nostra prima mozione esprimemmo un secco no al pirogassificatore. Esistono soluzioni alternative che vanno nell’interesse della popolazione e dei lavoratori ed è a quelle che si deve guardare. Tutto il resto è contrario alla volontà della gente”.

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