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Rsu Uilm: ‘A fianco lavoratori su diritti e salute’

Prosegue l’accesa discussione in merito al piano di sviluppo e il pirogassificatorre della Kme a Fornaci di Barga. Dopo le dichiarazioni della Libellula (leggi qui), arriva la risposta di Rsu-Uilm di Kme, Em Moulds e cooperativa Fanin. Il coordinamento di essere sorpreso “che un comitato voglia insegnarci a svolgere le nostre funzioni. Gli unici a cui siamo tenuti a rispondere sono i lavoratori, da cui abbiamo ricevuto mandato a rappresentarli, per la tutela sia dei diritti sia della salute e sicurezza ambientale”.

 

“Ci sembra strano che alla nostra denuncia rivolta alle istituzioni sulla loro totale assenza al fianco dei lavoratori Kme, la risposta al nostro comunicato sia arrivata dal movimento per l’ambiente La Libellula. Ci domandiamo: a che titolo? Riguardo ad un presunto invito ricevuto per partecipare ad un incontro, vorremmo comunque precisare che la Rsu-Uilm di Kme non ha mai ricevuto inviti ad incontri con comitati civici, unico contatto è stato tramite e-mail inviata al segretario responsabile della Uilm area Nord Toscana Giacomo Saisi del 18 ottobre dal comitato La Libellula, che chiedeva di prendere contatti con la Rsu di stabilimento per avere a sua volta un aggancio per poter essere messo in contatto con alcuni lavoratori fondatori del gruppo Facebook ‘No al No a prescindere’. A tal proposito Giacomo Saisi tende a precisare, che la sua risposta non è stata per nulla sprezzante, era solo rimasto sorpreso di essere stato contattato dalla Libellula dopo i ripetuti attacchi ricevuti a mezzo stampa e nelle riunioni pubbliche che il comitato teneva nei comuni della Valle del Serchio; insulti sia a titolo personale che all’organizzazione che rappresenta. Ribadiamo per l’ennesima volta che la nostra posizione è per il rispetto dei ruoli, il nostro intervento era mirato a rimettere al centro della discussione i lavoratori ed il lavoro, chiamando in causa la politica e le istituzioni che sembrano essersi dimenticate che Kme, nonostante i miglioramenti degli ultimi anni, continua ad essere in crisi. Come rappresentanti dei lavoratori siamo sorpresi che un comitato voglia insegnarci a svolgere le nostre funzioni, gli unici a cui siamo tenuti a rispondere sono i lavoratori, da cui abbiamo ricevuto mandato a rappresentarli, per la tutela sia dei diritti sia della salute e sicurezza ambientale, nel rispetto delle normative vigenti e delle linee guida di Asl e Arpat, ma soprattutto teniamo a precisare che siamo normali cittadini, tutti residenti sul territorio, e che saremmo i primi a non consentire la costruzione di un impianto che metterebbe a rischio la salute della popolazione. Nel nostro comunicato uscito il 22 ottobre chiedevamo che venissero abbassati i toni e che si riprendesse un dialogo costruttivo ma, a quanto pare, è come andare contro i mulini a vento: ormai è un tutti contro tutti che non giova a nessuno, tanto meno ai lavoratori che, senza alcuna colpa, si sono trovati in mezzo a tutto questo polverone”.

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