Compie 100 anni l’asilo Pascoli di Fornaci

Compie 100 anni l’asilo Giovanni Pascoli di Fornaci di Barga. Ed è una delle ricorrenze che coincidono con il termine della Grande Guerra affrontato dalla Fondazione Ricci di Barga nel convegno e nella mostra che celebrano cento anni dall’armistizio 1918-2018. Il prossimo 20 ottobre prossimo alle 10 nella sede in via Roma 20 a Barga, con l’introduzione storica di Umberto Sereni, intervengono Vittorio Lino Biondi su Il soldato italiano nella Grande Guerra, Natalia Sereni su Gli emigrati e la Grande Guerra e Pier Giuliano Cecchi (Isl Barga) su Le memorie di Barga della Grande Guerra.
“Uno dei segni più concreti del passaggio della Grande Guerra sul territorio barghigiano – spiega Cecchi – è stata la fondazione dell’istituto Giovanni Pascoli, il cui complesso è tutt’oggi esistente e utilizzato per attività del settore sanitario. L’Istituto nacque dalla volontà di Luigi Orlando, proprietario della Smi, che lo fondò come asilo per gli Orfani di Guerra, avendo già creato nel 1917 all’interno della stessa Smi, un comitato assistenza pro orfani. Fu proprio nel seno del consiglio di amministrazione del comitato che la sera del 4 novembre Luigi Orlando lesse il bollettino della Vittoria e annunciò la futura costruzione dell’asilo, intitolato al nome del poeta Giovanni Pascoli. Già il 17 novembre si ebbe la posa della prima pietra per mano del vescovo di Pisa cardinal Maffi”. I cambiamenti del territorio letti attraverso i giornali e il ruolo della Valle del Serchio sono oggetto anche della mostra Grande Guerra: la stampa ritrovata. Periodici della Valle del Serchio e Corriere illustrato, a cura di Nazareno Giusti, Sara Moscardini e Ivano Stefani, che inaugura alle 11,30 e rimane aperta al pubblico fino al 27 ottobre 2018.

Oltre alla diffusione di testate giornalistiche di idee e origini diverse, come La Corsonna di carattere interventista cui padrino d’eccezione fu Giovanni Pascoli che suggerì di femminilizzare l’iniziale nome Il Corsonna, e la pacifista , socialista e battagliera Gazzetta di Barga, il percorso espositivo affronta anche il tema il culto dei morti, la religione della patria: al termine della guerra in tutti i paesi ex belligeranti si sentì la necessità di svolgere cerimonie e costruire ricordi permanenti dedicati ai soldati sacrificatisi per la patria, e anche in Valle del Serchio, ancora oggi, permangono numerosi. Tra questi l’ara progettata da Plinio Nomellini per conservare le spoglie del poeta Giovanni Pascoli che fu riadattata a monumento. L’iniziativa, che ha il logo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale, è realizzata dalla Fondazione Ricci con le sue competenze interne, l’Istituto storico lucchese sezione di Barga, in collaborazione con l’associazione Linea Gotica della Lucchesia, con il patrocinio del Comune di Barga e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. La mostra rimane aperta a ingresso libero dal 20 al 27 ottobre compresi: il 20 ottobre dalle 15 alle 18; dal 21 al 27 ottobre (con l’eccezione del 22 ottobre) dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Info: Fondazione Ricci Onlus, 0583724357, fondricci@iol.it, www.fondazionericcionlus.it, Facebook Fondazione Ricci Onlus.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Serchio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.