Pirogassificatore Kme, ‘aperture’ a sinistra

Pirogassificatore alla Kme, prosegue il dibattito. A intervenire sono l’ex assessore regionale Eugenio Baronti, Fulvio Mandriota e Tommaso Panigada, tutti e tre in qualche modo riconducibili alla galassia di Liberi e Uguali.

“Ci rivolgiamo – scrivono – ai lavoratori ed alle lavoratrici dell’azienda e del distretto cartario così come ai residenti della valle del Serchio ed alle istituzioni, convinti che sia il tempo di costruire una proposta di sistema per il distretto cartario in cui l’uso del territorio, delle acque e la predisposizione di una filiera di trattamento e recupero dei rifiuti siano armonizzate con l’ambiente e con la società per ridurre al minimo l’inevitabile impatto sul piano della qualità della vita e del mantenimento del patrimonio ambientale per le future generazioni. Il riuso e lo smaltimento dei rifiuti e degli scarti di materia a nostro avviso deve porre al primo posto della scala delle priorità il recupero di materia da materia e la valorizzazione della biomassa contenuta nei fanghi da depurazione attraverso la produzione di biometano per autotrazione invece di bruciare come avviene adesso il gas prodotto dai depuratori a piè di cartiera da parte dei principali produttori di carta da imballaggio”. “Siamo altresì convinti – proseguono i tre esponenti politici – che la valorizzazione energetica della parte residua non potrà basarsi sulla combustione diretta e l’incenerimento, guardiamo quindi con attenzione alla procedura di validamento di una pirogassificazione della parte residua ma ne contestiamo la dimensione, le procedure autorizzative ed alcuni contorni poco rassicuranti sul piano etico e politico”.
“La taglia dell’impianto così come pensata e dimensionata – dicono – unitamente alle matrici autorizzative che abbiamo appurato sono state poste alla base del progetto (pulper, subpulper e Combustibile solido secondario definito Css) lasciano pensare ad un progetto che economicamente ed industrialmente farebbe diventare primaria l’attività di Kme come smaltitore di rifiuti e non come soggetto industriale per la produzione del rame, a tutto ciò aggiungiamo il fatto che in Toscana, per quanto di nostra conoscenza, non esistano al momento impianti in grado di produrre Css, tutto ciò ci lascia estremamente perplessi sulla operazione così come viene avanzata. Chiediamo inoltre totale trasparenza sull’intero processo amministrativo ed industriale perché vogliamo avere conferma se corrisponde al vero che i consulenti della azienda che hanno proposto la tecnologia di piro gassificazione di questa taglia siano gli stessi del defunto impianto di Castelfranco di sotto in provincia di Pisa, impianto testato prima del 2010 e poi oggetto di ricorsi sui procedimenti autorizzativi (respinti) ma nonostante ciò “smontato e rispedito al mittente”.
Guardiamo con favore alla idea di realizzare nella valle del Serchio come nell’insieme del territorio che contiene il distretto cartario lucchese una filiera industriale basata sul recupero della materia da materia, sulla valorizzazione delle biomasse contenute nei fanghi biologici attraverso la produzione di biometano perché tutto ciò ridurrebbe sin da subito la produzione di Co2 da movimentazione merce. Consideriamo indispensabile che tutto il movimento dei rifiuti, del pulper avvenga su rotaia o tramite mezzi su gomma alimentati a biometano, nel caso in cui il procedimento amministrativo in atto in regione per un pirogassificatore in Kme dovesse andare in porto, soprattutto per la movimentazione in ingresso ed uscita dal sito di Fornaci”.
“La vicenda colpevolmente sottaciuta, della mancata realizzazione di un semplice impianto di compostaggio nella piana di Lucca – dicono Baronti, Panigada e Mandriota – nonostante gli alti livelli della raccolta differenziata raggiunti dalla cittadinanza, e le modalità poco trasparenti con cui la vicenda Kme si è andata articolando impongono assoluta chiarezza, rifiuto di proposte ambigue e sovradimensionate di impianti come pure coraggio ed innnovazione. Chiediamo con forza quella trasparenza e completezza delle informazioni che non abbiamo visto in questi mesi di appassionata discussione e di lavoro progettuale e politica. la democrazia unitamente all’amore per i nostri territori, l’ambiente e chi ci vive sono i nostri punti fermi su cui intendiamo aprire un confronto pubblico con tutti”.

 

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