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Morta l’insegnante travolta da un’auto a Fornaci

Vania Campani non ce l’ha fatta. L’insegnante di 60 anni di Barga, travolta la sera del 5 ottobre in via della Repubblica a Fornaci da un’auto pirata condotta da un 81enne di Bagni di Lucca, rintracciato e denunciato poco dopo (Leggi), è morta dopo un giorno di agonia all’ospedale San Luca di Lucca. Nella serata di ieri, quando ormai si era capito che le condizioni di Vania Campani, maestra alla scuola elementare di Calavorno, sorella dell’ex sindaco di Barga, Mauro, erano irreversibili, era iniziata la procedura per la dichiarazione di morte, che è arrivata in mattinata. E la notizia si è immediatamente diffusa in paese dove la comunità è sconvolta dal giorno dell’incidente. 

Il suo investitore, però, non andrà in cella, anche se la sua posizione si è aggravata con la morte della donna: è accusato di omicidio stradale, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza. Quando i carabinieri lo hanno rintracciato poco dopo l’incidente grazie alle telecamere di videosorveglianza che hanno ripreso la Fiat Punto in fuga stava andando a letto, in preda ancora ai fumi dell’alcol. Era positivo con un tasso alcolemico nel sangue di 1,40 (il limite massimo consentito è 0,5). Non si era reso conto di nulla, ha detto ai carabinieri che lo informavano dell’accaduto. In quel maledetto tratto di strada, infatti, qualcosa di terribile era accaduto. Vania aveva appena parcheggiato l’auto e si trovava con una amica. Stavano andando insieme al ristorante La Bionda, per festeggiare il suo compleanno insieme ad altre colleghe della scuola dell’infanzia di Calavorno dove Vania lavorava ormai da tanti anni.
Mentre si accingeva ad attraversare però è stata presa in pieno dalla Punto, alla cui guida per i carabinieri c’era il pensionato di Bagni di Lucca, che stava viaggiando in direzione di Ponte all’Ania, per rientrare a casa, attorno alle 20 di giovedì. Nell’urto l’insegnante è stata scaraventata violentemente a terra, battendo la testa sull’asfalto e perdendo subito conoscenza. La disperata corsa dei soccorritori in ospedale non è valsa a salvarle la vita. Disperate, fin dall’inizio, le sue condizioni che si sono poi aggravate durante la degenza nel reparto di rianimazione del San Luca dove il personale medico ha tentato in tutti i modi di salvarle la vita. Ma le speranze si erano ridotte al lumicino già nella serata di ieri, quando la donna era entrata in coma irreversibile. Clinicamente morta. Al termine della procedura di accertamento della morte cerebrale, l’ultimo ineluttabile bollettino. Vania ha lasciato nella disperazione una famiglia intera e un’intera comunità, sotto choc per quanto accaduto. La famiglia della donna è molto conosciuta, soprattutto per l’impegno del fratello Mauro, che è stato alla guida del Comune come sindaco. I suoi parenti hanno dato l’ok all’espianto degli organi, poi saranno fissati i funerali.
Le indagini dei carabinieri sul dramma di via della Repubblica, coordinate dal sostituto procuratore Elena Leone, appaiono ormai concluse. Le ipotesi di reato, tuttavia, sono modificate nei confronti del pensionato, che adesso è accusato anche di omicidio stradale.

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