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Barga commemora la tragedia dell’Arandora Star – Foto foto

Una tragedia che ha colpito centinaia di italiani innocenti, tra cui anche molti lucchesi, e che purtroppo per anni è stata dimenticata. Si è tenuto oggi pomeriggio (9 settembre) a Barga un incontro per ricordare la storia dei tanti cittadini di origine barghigiana e lucchese che trovarono la morte a bordo dell’Arandora Star.
L’incontro, organizzato all’interno della settimana scozzese, si è tenuto nel loggiato di via di Borgo. E’ stata l’occasione per ricordare la storia dei 14 cittadini originari della provincia di Lucca che trovarono la morte in mare mentre venivano deportati in Canada, dall’Inghilterra, dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale.

A fare gli onori di casa, il direttore della Fondazione Gaetano Cresci, Pietro Biagioni che ha riportato i molti presenti agli anni ’40, raccontando aneddoti di politica estera ma anche di vita di tutti i giorni dei nostri concittadini che vivevano in Inghilterra in quegli anni. Sono state presentate anche foto inedite, recuperate in vari archivi tra Canada e Gran Bretagna, ed anche un filmato che ripercorre la storia dei circa 1600 uomini, tra cui 400 italiani, che si trovavano su quella nave.
Tra gli anni ’20 e ’40 del secolo scorso erano circa 20000 gli italiani che, per sfuggire alla fame e alla povertà, si erano trasferiti in Gran Bretagna dove, a poco a poco, erano riusciti ad inserirsi, ad aprire delle attività e ad arricchirsi. Nello stesso periodo, in Italia si affermava il fascismo. Oltre Manica la percezione della dittatura fascista era diversa che in patria. Mussolini aveva in grande considerazione gli emigrati italiani: li considerava come “cellule del fascismo all’estero” e volle che in ogni paese ci fosse una casa del fascio. Gli italiani che vivevano all’estero, vedevano questi circoli come un momento di riscatto, dove poter fraternizzare con altri italiani.
Quando, il 10 giugno 1940, Mussolini annunciò la discesa in campo dell’Italia al fianco della Germania nazista, l’allora capo del governo britannico Winston Churchill, fece scattare una serie di misure di sicurezza. Anche a seguito di una massiccia campagna di stampa che amplificò la paura e l’odio nei confronti degli stranieri, soprattutto italiani e tedeschi, il governo di sua maestà, per timore di infiltrazioni fasciste (la cosiddetta “quinta colonna”) fece arrestare tutti gli italiani maschi. Churchill ne impose la deportazione in campi di concentramento fuori dal territorio dell’isola.
Il piano era di deportare queste persone in Canada. Venne perciò ripresa una vecchia nave da crociera in disuso, l’Arandora Star per il trasporto dei prigionieri. La nave venne ridipinta e vi vennero installati sopra due cannoni. L’1 luglio 1940 l’Arandora Star, sotto il comando di Edgar Wallace Moulton, salpò da Liverpool senza alcuna scorta. Fatalità volle che, poche ore dopo la partenza, la nave incrociò un sottomarino tedesco che stava rientrando in Germania per manutenzione: era rimasto con un solo siluro, ritenuto difettoso. Alla guida del sommergibile c’era una stella della marina tedesca Günther Prien che, emerso dalle acque, vide una nave grigia con dei cannoni e la scambiò per una nave da guerra. Fece fuoco con l’unico siluro che gli era rimasto ed affondò la nave. In questa tragedia persero la vita più di ottocento persone, 446 dei quali italiani.
In Italia, per molto tempo, questa notizia passò in sordina perchè l’alleato tedesco sbandierava l’affondamento della nave britannica come un successo. Gli italiani e i tedeschi uccisi perciò per molto tempo vennero dimenticati. Ieri a Barga sono stati giustamente omaggiati.

Luca Dal Poggetto

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