La Pfm incanta a Montalfonso – Foto foto

Una serata fresca e al chiaro di luna, uno scenario incantevole come la fortezza di Montalfonso e la musica di una Premiata Forneria Marconi più in forma che mai. Sono questi gli elementi di una serata, quella di ieri (7 agosto), che ha rappresentato un vero successo.
La band capitanata dall’inossidabile frontman e batterista Franz Di Cioccio, dall’inseparabile compagno di avventure Patrick Djivas, dal telentuoso polistrumentista Lucio Fabbri e composta da una serie di musicisti di primordine (su tutti, emerge la chitarra di Marco Sfogli) ha dato vita a due ore di concerto davvero intense che hanno ripercorso la storia della band progressive italiana più famosa al mondo. Un concerto ricco di suggestioni, in cui la band ha potuto dare sfoggio a tutta la propria abilità, passando dal rock più puro alla musica classica, dalla musica psichedelica al jazz, senza dimenticare l’attesissima finestra sul periodo della collaborazione con Fabrizio De Andrè che ha entusiasmato il numeroso pubblico presente.

Il concerto si è aperto con una reinterpretazione della loro La Rivoluzione, con un bellissimo assolo della chitarra di Marco sfogli. La band milanese ha proposto una scaletta di brani molto varia e non banale con immancabili classici come Impressioni di Settembre, La Carrozza di Hans, Luna Nuova e Maestro della Voce ma anche con pezzi meno noti come Dove Quando, Il Bachetto ed un’insolita ma meravigliosa versione rock della Danza dei Cavalieri tratta da Romeo e Giulietta di Mozart. Il tutto intervallato da lunghi intermezzi strumentali a sottolineare l’abilità tecnica dei musicisti sul palco e che hanno fatto emozionare i presenti che non hanno lesinato applausi a Di Cioccio e compagni. Non poteva ovviamente mancare il riferimento al maestro Fabrizio De Andrè di cui la Pfm suona Un Giudice, Volta la Carta ed Il pescatore.
Gran finale con la particolarissima Celebration, cavallo di battaglia della band, che ha invitato tutto il pubblico ad alzarsi in piedi e ballare. Dopo un bellissimo assolo di batteria e percussioni che ha visto protagonista lo stesso Di Cioccio e Roberto Gualdi, il concerto si chiude con un’ovazione generale. Due ore e 15 di spettacolo che sono volate senza un attimo di respiro per una band che, dagli anni Sessanta, ancora oggi riesce ad esaltare le platee.

Luca Dal Poggetto

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