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Commissione d’inchiesta sui rifiuti, allarme in Toscana per la penetrazione di organizzazioni illecite

Chiesto l’aiuto della Regione per allargare le maglie troppo strette del fondo ministeriale antiusura

Si avvia a chiudere i lavori la commissione d’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose e della criminalità organizzata, guidata da Elena Meini (Lega). Nel penultimo giro di audizioni sono stati ascoltati il presidente Confcommercio Toscana Aldo Mario Cursano, il presidente Confesercenti Toscana Nico Gronchi e il presidente Cna Toscana Luca Tonini. Era prevista anche l’audizione del prefetto di Pisa, Giuseppe Castaldo, che – ha informato la presidente Meini – trasferito improvvisamente a Caserta appena pochi giorni fa, ha però inviato una dettagliata relazione ai commissari.

Da quanto emerso nel corso della seduta, la Toscana è terreno fertile per organizzazioni illecite soprattutto quando c’è crisi di liquidità. Il tessuto produttivo, basato quasi esclusivamente sulle piccole imprese, è “estremamente fragile. Si fonda sul lavoro e la pandemia ha tolto ossigeno e serenità – ha detto Cursano – Il nostro sistema di impresa è a rischio. Serve una grande condivisione delle responsabilità – ha avvertito – La dimensione della piccola impresa che mantiene vivo il territorio è abbandonata nelle mani dell’improvvisazione e della speculazione. Mentre le grandi strutture hanno organizzazione e solidità e possono reggere sul mercato per più tempo, i piccoli hanno bisogno della condivisione e del confronto con il pubblico”.

Combattere la desertificazione, investire sul presidio del territorio e sulla rigenerazione urbana, diventano “Operazioni necessarie o l’illegalità prenderà sempre più corpo. Se perdiamo le imprese perdiamo la storia, la memoria, il territorio – ha concluso Cursano pur aggiungendo che anche le – grandi aziende stanno cominciando a soffrire”. Come misura di primo sostegno, e in risposta a quanto chiesto dalla vicepresidente di commissione Lucia De Robertis (Pd), per Confcommercio occorre “Valorizzare i consorzi Fidi” e quindi “Riattivare misure per facilitare l’erogazione di risorse alle imprese”.

“La Toscana è vittima di infiltrazioni mafiose e molto appetibile. Non siamo una Regione che ha un radicamento di illeciti forte, ma la cronaca di questi ultimi tempi ha regalato uno scenario che ci costringe ad una riflessione profonda – ha detto Gronchi, parlando in particolare del porto di Livorno – Registriamo una consistenza di fenomeni mafiosi che ha tanti rivoli”. La fotografia data dal presidente di Confesercenti disegna un “malessere diffuso delle imprese. Ad inizio 2021 abbiamo registrato gravi difficoltà di imprese che rischiavano default per poche migliaia di euro. Anche per questo abbiamo costituito un fondo speciale per condizioni di particolare fragilità e per aziende che diversamente avrebbero rischiato di finire in mani illecite”.

L’intervento diretto ha permesso di aiutare circa 70 aziende con la collaborazione di altri enti tra cui la tenuta toscana del cantante Sting. Confesercenti ha cercato di utilizzare anche il fondo antiusura del ministero, ma la normativa ha “Maglie talmente strette che è molto difficile erogare risorse anche quando il fenomeno di sfruttamento è evidente”. La Regione, a detta di Gronchi, potrebbe intervenire per facilitare questa misura. Occorre, ha aggiunto rispondendo a domande del consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi, uno “sforzo di visione per leggere il territorio”. Una buona risposta potrebbe essere il suggerimento avanzato dallo stesso Capecchi di un “Protocollo tra enti locali e prefetture”, sul quale Gronchi si è trovato d’accordo.

“Siamo certi dell’esistenza di infiltrazioni e sono sicuramente vicine alle realtà imprenditoriali. In questo momento di ripresa, e soprattutto per le piccole imprese, il rischio è molto alto. La mancanza di credito per colpa anche dell’emergenza pandemica, è terreno fertile per fenomeni di usura e compravendite non chiare”, ha detto Tonini chiudendo il giro delle audizioni. Tra le situazioni a maggior rischio il presidente ha messo in particolate Firenze, Prato, Massa, la Lucchesia e la Valdinievole.

“Siamo a disposizione per assistere, accompagnare, sostenere e attivare erogazioni dirette con una soglia di attenzione che è sicuramente più alta del passato” ha aggiunto Tonini chiedendo supporto a commissione e Regione. Sulle risorse in arrivo dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, tema sollevato da Capecchi, Tonini ha manifestato la “voglia di essere utili, vorremmo essere interpellati. Non chiediamo nuove normative, c’è già troppa burocrazia e serve semplificare. Utilizzateci, conosciamo il territorio e le nostre aziende”. Sul peso della concorrenza sleale, altro tema sollevato dal consigliere di Fratelli d’Italia, il presidente di Cna si è detto disponibile ad un protocollo o altre forme di collaborazione.

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