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Coldiretti Toscana: “Bene la task force della Regione per affrontare il problema dei lupi”

Il presidente Filippi: "Serve responsabilità nella difesa degli allevamenti e dei pastori e allevatori"

Plauso di Coldiretti Toscana alla delibera della giunta regionale con cui si istituisce una task force per affrontare e fronteggiare le problematiche causate agli allevamenti dalle popolazioni di lupo, ibridi cane lupo e cani inselvatichiti incustoditi: “Bene la ‘task force lupo’ istituita dalla Regione Toscana – dice l’associazione – per salvare le centinaia di pecore e capre sbranate, mucche sgozzate e asinelli uccisi in Toscana dove la presenza si è moltiplicata negli ultimi anni con stragi negli allevamenti.

“Un plauso va alla vicepresidente della giunta con delega all’agroalimentare, Stefania Saccardi – afferma Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana – per aver compreso la delicatezza e gravità del problema, con i casi emblematici che abbiamo avuto modo di illustrare nel corso dell’incontro ad hoc a Grosseto a maggio. Serve responsabilità nella difesa degli allevamenti e dei pastori e allevatori che con coraggio continuano a presidiare le montagne e a garantire la bellezza del paesaggio”.

“Non si possono lasciar morire pecore e vitelli e costringere alla fuga – insiste Coldiretti Toscana – decine di famiglie che da generazioni popolano le montagne, ma anche i tanti giovani che faticosamente sono tornati per ripristinare la biodiversità perduta con il recupero delle storiche razze italiane. La presenza di branchi di lupi sta scoraggiando in molte aree l’attività di allevamento mettendo a rischio anche il tradizionale trasferimento degli animali in alpeggio che, oltre ad essere una risorsa fondamentale per l’economia montana, rappresenta anche – sottolinea la Coldiretti regionale – un modo per valorizzare il territorio e le tradizioni culturali che lo caratterizzano. Senza i pascoli – sostiene la Coldiretti Toscana – le montagne muoiono, l’ambiente si degrada e frane e alluvioni minacciano le città“.

“Negli ultimi anni si è infatti reso necessario un continuo vigilare su greggi e mandrie – aggiunge la Coldiretti regionale – al fine di proteggerle da attacchi di lupi e cani randagi poiché recinzioni e cani da pastori spesso non sono stati sufficienti per scongiurare il pericolo. La frequenza degli attacchi da parte dei lupi, non solo in alta montagna, è ormai davvero elevata e la Coldiretti sta portando avanti, infatti, il lavoro ministeriale affinché il problema sia contenuto ma occorre lavorare anche sulla prevenzione con la realizzazione di opere di protezione, quali ad esempio la costruzione/ristrutturazione delle stalle, i sistemi fotografici di allarme e la costruzione di recinti per la permanenza notturna degli animali”.

“E’ anche necessario – aggiunge la Coldiretti regionale – garantire efficienza ed efficacia nel sistema di accertamento e risarcimento dei danni per garantire un completo reintegro della perdita di reddito affinché la convivenza tra l’animale e l’uomo non porti all’abbandono dell’attività di allevamento. Non sarebbero solo gli allevatori a perderci, ma l’intera comunità poiché – conclude la Coldiretti Toscana – i pastori attraverso la loro opera conservano e valorizzano la montagna e le sue tradizioni”.

 

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