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Trasporti, Consiglio di Stato respinge il ricorso di Mobit sulla gara unica regionale

Autolinee Toscane ora vuole iniziare a gestire il servizio: "Persi cinque anni di tempo e 40 milioni di euro in più spesi dalla Regione"

Gara unica regionale, il Consiglio di Stato respinge il ricorso di Mobit sulla correttezza e legittimità della procedura e sulla gestione della stessa da parte della Regione. In particolare il giudice amminiastrativo di secondo grado ha giudicato corretto e valido il Pef di Autolinee Toscane.

Vede il ‘traguardo’ l’aggiudicataria, Autolinee Toscane: “Siamo pienamente soddisfatti di questo esito, anche se resta qualche rammarico – questo il primo commento di Bruno Lombardi, presidente di Autolinee Toscane – Una sentenza netta e chiara che non lascia più dubbi sulla correttezza e legittimità della gara e sulle modalità con cui la Regione l’ha gestita”.

“Soddisfatti perché – commenta Lombardi – ancora una volta un giudice amministrativo conferma che la gara è regolare, visto che sono state respinte tutte le richieste di sospensiva e di annullamento di cui ai numerosi ricorsi presentati da Mobit, sia al Tar che, come in quest’ultimo caso, al Consiglio di Stato”.

“Resta qualche rammarico – continua Lombardi – per il fatto di avere perso 5 anni dalla prima aggiudicazione della gara (marzo 2016). Se il contenzioso si fosse concluso con la prima sentenza (ottobre 2016) oggi avremmo un servizio già ristrutturato e più funzionale, un sistema di bigliettazione unico, facile e accessibile, un’attività di manutenzione efficace, una sola azienda al posto di 22. Avremmo già 1350 nuovi bus in circolazione e la Regione avrebbe risparmiato qualcosa come 40 milioni di euro”.

“Constatiamo – prosegue il presidente di AT – che, nonostante i ricorsi presentati da Mobit siano stati costantemente bocciati e il contratto di concessione sia stato firmato da ben 10 mesi, il servizio è tuttora gestito da chi ha perso la gara e da chi ha perso tutti i ricorsi. Ci attendiamo che l’ostruzionismo sin qui messo in campo termini finalmente e si vada verso un ordinato passaggio di consegne”.

“Dopo 5 anni, e ben 6 sentenze – conclude la nota – è stata scritta la parola fine a questo infinito contenzioso. Non ci sono più scuse per non procedere rapidamente all’attuazione degli impegni previsti dal contratto di concessione, completando il trasferimento dei beni, così come concordato. AT è disponibile da subito a fare la sua parte per realizzare questo obiettivo”.

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