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Covid, Bezzini: “Il rischio che i contagi tornino a salire è alto”

L'assessore regionale fa anche il punto sui vaccini

Covid, curva epidemiologica e campagna di vaccinazione. A fare il punto è l’assessore regionale alla salute Simone Bezzini.

“Il rischio che i contagi tornino a salire è alto, non bisogna abbassare la guardia e sarebbe un errore vanificare gli sforzi fatti fino ad ora – spiega – L’impegno comune di cittadini e istituzioni ha reso la Toscana virtuosa, consentendo di abbassare l’indice di rischio e collocare la nostra regione in fascia gialla per la quarta settimana di fila, a partire da oggi. Ma tutto ciò non è scontato, anzi. Questa settimana (dal 25  al 31 gennaio) abbiamo registrato in Toscana 3.597 nuovi positivi (età media: 46,58 anni), 590 in più rispetto alla precedente (nella settimana dal 18 al 24 gennaio il totale dei nuovi positivi era 3.007 – età media: 48,23). Oltre ad una crescita del 20% circa del numero di casi, si nota anche un abbassamento dell’età media degli stessi: la fascia che presenta il maggior incremento è quella tra 20 e 39 anni”.

“Nonostante il tasso dei ricoveri sia in discesa (anche se lentamente a causa della degenza media della malattia)  prosegue l’assessore – questo incremento dei casi, seppure per ora contenuto, potrebbe far aumentare, attraverso la sua quota sintomatica, l’indice di contagiosità, con tutte le conseguenze che ne potrebbero derivare nelle prossime settimane. Un campanello d’allarme che non va affatto trascurato. Mantenere bassa la curva dei contagi è fondamentale anche per il successo della campagna di vaccinazione: il dato nazionale di oggi colloca la Toscana ai primi posti tra le regioni italiane per capacità vaccinale, con l’88,4% di dosi somministrate su quelle consegnate. Un risultato importante, che vede 120.339 somministrazioni totali (117.174 con Pfizer-BioNTech e 3.165 con Moderna), così ripartite: 77.098 prime somministrazioni, 43.241 richiami (dati aggiornati alle ore 15 di oggi). Per quanto riguarda le vaccinazioni degli ospiti nelle Rsa, sono state somministrate 19.215 dosi: 12.355 prime somministrazioni, 6.860 richiami. Puoi seguire in tempo reale l’andamento della campagna vaccinale sul portale regionale vaccinazioni.sanita.toscana.it”.

“Dopo il Vaccine Day del 27 dicembre, la campagna di vaccinazione in Toscana è partita proprio dai nostri anziani nelle Rsa: una scelta dettata sia da ragioni sanitarie, che etiche – aggiunge Bezzini –. Ciò si integra con un altro risultato molto significativo: negli ultimi due mesi sono più che dimezzati i casi di anziani positivi nelle Rsa. Secondo l’ultima rilevazione del 25 gennaio, dai 1.840 ospiti positivi del 23 novembre scorso siamo scesi agli attuali 877 casi di positività. Quanto più riusciremo a vaccinare gli anziani, dentro e fuori le Rsa, quanto più si abbasseranno i tassi di mortalità e dei ricoveri Covid. La nostra macchina procede, pronta ad accelerare non appena vi siano più vaccini a disposizione. Martedì 2 febbraio, a partire dalle 15, saranno riaperte le agende della fase 1 per la prenotazione delle prime somministrazioni del vaccino Pfizer, dando la priorità alle 6mila900 persone che si erano già prenotate e alle quali erano stati annullati gli appuntamenti per improvvisa riduzione delle forniture da parte dell’azienda. A ciascuno di loro è stato inviato un sms per informarli della nuova possibilità. La sospensione era stata decisa per garantire la disponibilità di dosi per i richiami, che proseguono regolarmente, a tutti coloro che avevano già ricevuto la prima somministrazione. Il calendario vaccinale interessa entrambe le somministrazioni e questo ci consente di gestire e ottimizzare l’uso delle dosi disponibili. Questa riapertura sarà possibile se arriveranno in Toscana le nuove 31mila590 dosi di vaccini Pfizer-BionTech, la cui consegna è prevista entro martedì. Coloro che avevano già prenotato avranno una priorità di 48 ore, passate le quali le prenotazioni saranno aperte anche agli altri operatori sanitari e sociosanitari degli ospedali e delle Rsa, della struttura territoriale pubblica, del privato accreditato, dei medici di medicina generale e dei pediatri, sempre che abbiano già effettuato la pre-adesione. Una parte delle nuove forniture verrà comunque conservata ai fini della somministrazione dei richiami. Per quanto riguarda Moderna, proseguono le vaccinazioni degli operatori dei servizi di emergenza-urgenza e dei volontari impegnati nei trasporti sanitari”.

“La novità più importante interessa però il vaccino prodotto da AstraZeneca – conclude -. Dopo l’autorizzazione da parte dell’Ema (European Medicines Agency) è arrivato l’ok anche da parte dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), ma con un’indicazione che lo consiglia in via preferenziale per chi ha dai 18 ai 55 anni.
Il modello flessibile e innovativo che abbiamo adottato ci consente, senza disagi, di rimodulare tempi e modalità di vaccinazione per fare fronte, come in questo caso, ad uno scenario in costante evoluzione. Attendiamo ancora due passaggi nazionali chiave per poter definire ulteriormente il quadro: l’intesa con i medici di medicina generale e la possibile ridefinizione delle categorie target sulla base delle novità emerse su Astrazeneca. L’obiettivo delle prossime settimane è concludere la vaccinazione per operatori sanitari, socio-sanitari e ospiti delle Rsa e iniziare, a metà febbraio, quella degli anziani over 80 e delle categorie prioritarie under 55, sulla base delle indicazioni nazionali. Vi terrò aggiornati nei prossimi giorni. Nel frattempo la lotta al Covid va avanti su tutti i fronti, dai tamponi al tracciamento, dalla presa in carico del paziente positivo ai reparti nelle strutture ospedaliere. Portare avanti e rafforzare sempre di più tutta la filiera di contrasto al virus è fondamentale, accelerando al tempo stesso anche la campagna di vaccinazione, che rappresenta la più forte arma a disposizione dell’umanità per superare la pandemia. Per poterlo fare però è essenziale che la curva dei contagi non risalga: a costo di ripetermi, impegniamoci al massimo per evitare che il virus torni a diffondersi. La posta in gioco è alta e ci siamo già passati. Da ciascuno di noi dipende la salute di tutti. Riflettiamo ogni volta su ogni cosa che facciamo, con la testa e con il cuore”.

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