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1917, virtuoso esercizio di stile per San Mendes

Il film visto per noi da Ciro Galdoporpora di Project Movie

Sam Mendes è, senza dubbio, uno dei più talentuosi registi degli ultimi anni.

Con 1917, Mendes ha voluto cimentarsi in quella che, negli ultimi anni, parrebbe essere la prova del nove per assicurarsi un posto nell’olimpo dei grandi: il piano sequenza.

Alla stregua di altri suoi colleghi, che con questa particolare tecnica hanno riscosso molto successo (degni di nota Inarritu e Cuaròn), il regista decide di raccontare la sua storia in un’unica grande sequenza che, grazie al montaggio, dà la sensazione di vivere l’intera storia senza tagli.

Il risultato finale è una quasi totale immersione, dovuto a volte ad un campo visivo limitato e la quasi totalità della vicinanza coi protagonisti.

1917 si porta però dietro i limiti imposti dalla tecnica con la quale viene raccontata la storia, penalizzando molto alcune sfaccettature dei protagonisti e dei luoghi che avrebbero sicuramente richiesto più spazio. Alla fine, si ha come la sensazione di aver assistito ad un perfetto e coinvolgente esercizio di stile, senza tuttavia riuscire a legare troppo coi personaggi.

Il giudizio complessivo di Ciro Galdoporpora per Project Movie lo trovate nella recensione.

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