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Artemis Fowl II, grandi nomi per un franchise non riuscito

Il nuovo prodotto Disney non convince Andrea Madrigali di Project Movie

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Importante premessa prima di continuare con la lettura: chi vi scrive non ha letto i libri dai quali il film prende spunto, quindi non sarà proposto alcun parallelo tra le due opere.

Nato dalla penna di Eoin Colfer, Artemis Fowl II è un ragazzo di dodici anni intelligentissimo, con diversi problemi legati alla sfera dei rapporti interpersonali. Figlio di un famoso e ricco mercante d’arte, passa le sue giornate nella sua splendida villa immersa nella verde Irlanda.

Il padre è spesso assente per motivi di lavoro, ma quando sono insieme, il passatempo che maggiormente li lega è la scoperta e l’approfondimento dei miti irlandesi, quelli del folklore, fatti di fate, elfi, goblin e altri esseri fatati. Sembra una vera ossessione per Artemis Fowl Sr e ogni racconto che condivide con il ragazzo, ogni piccola e specifica informazione che rivela su queste creature leggendarie, sembrano essere nozioni che il ragazzo dovrà alacremente imparare, quasi per preparalo a qualcosa che deve accadere.

Durante un viaggio di lavoro l’adorato padre scomparirà in circostanze misteriose e sarà allora che il giovane Artemis si troverà immischiato in vicende avvolte dal mistero e che lo porteranno a dover recuperare un oggetto magico chiamato Aculus, fondamentale per salvare la vita del padre. Partirà da qui l’avventura del brillante dodicenne che si troverà a vivere sulla propria pelle i miti che tanto attentamente ha studiato col padre in tutti gli anni precendenti.

Prodotto dalla Disney, con Kennet Branagh dietro la macchina da presa e Colin Farrell e Judy Dench tra i protagonisti, quest’opera, sulla carta, si presentava come l’allettante primo capitolo di una nuova saga fantasy pronta a decollare e prendere il posto di alcuni blasonati predecessori.

Potremmo dire che la trasformazione da un essere in potenza a un essere in atto, ahinoi, non c’è stata e questo Artemis Fowl è solamente l’ennesimo fallimentare tentativo da parte della Disney di creare un franchise di successo e se in teoria i presupposti potevano esserci, la resa concreta si rivela quanto mai deficitaria e insoddisfacente.

Seguiteci su Project Movie e vi spiegheremo il perché nella recensione a cura di Andrea Madrigali

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