Il dibattito
|A Vagli di Sotto una targa per Darya Dugina: e scoppia il caso politico per il gesto filorusso
Azione stigmatizza la scelta: “Era una sostenitrice dell’invasione dell’Ucraina. Per la libertà di pensiero il simbolo è Anna Politkovskaja”
Si è svolta a Vagli di Sotto, nel cuore della Garfagnana, la cerimonia di inaugurazione della targa in memoria di Darya Dugina, figlia dell’ideologo russo Aleksandr Dugin e uccisa in un attentato a Mosca nel 2022. La lapide, voluta e promossa dall’associazione culturale Cuore Russo guidata da Marco Mosti, è stata collocata ai piedi del monumento intitolato al soldato e ufficiale russo Aleksandr Prochorenko. All’evento hanno preso parte i vertici della diplomazia russa in Italia, tra cui l’ambasciatore Alexej Paramonov e il console generale a Genova Kirill Ignatov.
L’iniziativa ha scatenato immediate e furiose polemiche politiche. Tra le voci più critiche si registra quella del coordinamento provinciale di Azione Lucca, che ha stigmatizzato con fermezza la decisione della giunta guidata dal sindaco Mario Puglia.
“Azione Lucca stigmatizza la scelta del sindaco di Vagli di Sotto, in rappresentanza di un’istituzione della Repubblica italiana, di rendere omaggio a Darya Dugina, militante dell’ideologia ultranazionalista ed eurasiatista russa e sostenitrice dell’invasione dell’Ucraina, motivandola con la frase: Una vita dedicata allo studio e alla libertà di pensiero”, dichiara il gruppo politico. “La decisione di scoprire una targa pubblica alla presenza dell’ambasciatore della federazione russa in Italia, Alexej Paramonov, e del console generale Kirill Ignatov, appare difficilmente conciliabile con la rappresentazione di Vagli come Comune “libero e autonomo, pronto ad accogliere tutti””.
Nella nota, il partito sottolinea i rischi legati al significato simbolico del gesto istituzionale: “Forse il sindaco non conosce il ruolo politico e ideologico svolto da Dugina. Oppure, più semplicemente, sceglie di non rappresentarlo. Ed è proprio questa omissione a risultare inquietante: la depoliticizzazione di una figura eminentemente politica, trasformata dalla targa in una studiosa e in una paladina della libertà di pensiero. Una rappresentazione che, considerato il contesto, la presenza dei rappresentanti diplomatici russi e il significato assunto da Dugina nella narrazione ufficiale russa, rischia di trasformare una scelta apparentemente culturale e commemorativa in un’operazione di soft power e di legittimazione della narrazione politica del Cremlino”.
In conclusione, Azione lancia una proposta provocatoria legata alle attrazioni del comune garfagnino: “Ci chiediamo allora perché, invece di Darya Dugina, non sia stata ricordata Anna Politkovskaja, la giornalista russa assassinata nel 2006, divenuta simbolo della libertà di stampa, del coraggio civile e del dissenso nella Russia di Putin. Qualora il sindaco avesse qualche ripensamento, ma gli restassero ancora dei dubbi, potrebbe seguire la logica del suo stesso Parco dell’Onore e del Disonore: spostare la targa di Dugina nel giardino dei cattivi, scoprire una targa ad Anna Politkovskaja e invitare, anche in questo caso, l’ambasciatore russo. Sarebbe un modo semplice per chiarire, una volta per tutte, da quale parte debba stare, per un’istituzione della Repubblica italiana, la libertà di pensiero”.


