L'intervento
|Riqualificazione piazza Pascoli, le opposizioni escono dall’aula: “Il dissenso non è mai fuori tema”
Progetto Comune e Fare Barga: “Il problema non è soltanto il futuro del mercato ambulantei, ma il metodo dell’amministrazione”
“Il dissenso non è fuori tema”. Fare Barga e Progetto Comune spiegano così le ragioni dell’uscita dall’aula durante il consiglio comunale di lunedì (29 giugno).
“Ci sono momenti in cui rimanere seduti in aula significa legittimare un modo d’intendere il confronto che non condividiamo. Per questo la seduta del consiglio comunale del 29 giugno ha confermato ciò che denunciamo da tempo: il problema non è soltanto il futuro del mercato ambulante o la sistemazione di piazza Pascoli, ma il metodo con cui questa amministrazione assume decisioni e gestisce il confronto – dicono dall’opposizione – Dopo oltre dieci anni di discussioni, più di cinquecentomila euro di investimenti pubblici e un’opera conclusa, l’Amministrazione non è ancora riuscita a spiegare perché gli ambulanti non intendano trasferirsi in Piazza Pascoli. Eppure la risposta è davanti agli occhi di tutti. Non basta realizzare uno spazio nuovo perché diventi automaticamente uno spazio vissuto. Piazza Pascoli è uno dei luoghi identitari di Barga. La sua trasformazione avrebbe richiesto un autentico percorso di partecipazione prima dell’avvio dei lavori, non quando ormai tutto è stato deciso e realizzato”.
“Una piazza progettata principalmente per ospitare il mercato una mattina alla settimana e alcuni eventi durante l’anno, rischia di risultare poco vivibile per tutti gli altri giorni – proseguono – proprio quando uno spazio pubblico dovrebbe essere il luogo quotidiano dell’incontro e della socialità. Per questo continuiamo a sostenere che Piazza Pascoli rappresenti un’occasione mancata: si è di fatto intervenuti senza costruire quel consenso che avrebbe trasformato un’opera pubblica in un progetto realmente condiviso dalla città. Lo stesso metodo si è riproposto in consiglio comunale”.
“In un’aula con molti cittadini presenti, abbiamo cercato di portare osservazioni, domande e punti di vista alternativi, ma ancora una volta, le nostre argomentazioni sono state sistematicamente liquidate o interrotte – proseguono Progetto Comune e Fare Barga – con un tono paternalistico che sembra considerare ogni posizione diversa come un fastidio anziché come un contributo. Ci è stato contestato di essere fuori tema quando le nostre discussioni riguardavano il cuore del dibattito: in un consiglio comunale non può essere la maggioranza a decidere quali riflessioni l’opposizione possa o non possa sviluppare. Il dissenso non è mai fuori tema. Fa parte della democrazia. È stata questa la fotografia più evidente della serata: una maggioranza che vota, ma non discute; un’opposizione che pone domande, ma viene continuamente interrotta. A questo si è aggiunto un clima d’aula che riteniamo poco rispettoso del ruolo istituzionale del consiglio comunale. Più volte, dai banchi della maggioranza si sono levati commenti e sbuffi, senza che tali osservazioni trovassero la forma di un intervento ufficiale nel dibattito. Se vi erano argomentazioni da contrapporre alle nostre, il luogo naturale per esprimerle era il microfono, non le conversazioni tra i banchi”.
“Per queste ragioni, i gruppi consiliari Fare Barga e Progetto Comune hanno deciso di lasciare l’aula prima della votazione finale – concludono – Abbiamo ritenuto impossibile proseguire un confronto ormai svuotato del suo significato. Restare avrebbe significato legittimare un metodo che mortifica il ruolo del consiglio comunale e lo considera non luogo di confronto tra idee diverse ma come il mero passaggio formale attraverso cui ratificare decisioni già assunte. Continueremo a svolgere con determinazione il mandato che i cittadini ci hanno affidato, a fare domande, a chiedere trasparenza e difendere sempre il diritto al confronto e alla partecipazione. Perché la qualità della democrazia non si misura dal numero delle mani che si alzano al momento del voto, ma dalla libertà con cui, prima del voto, ciascun consigliere può esprimere le proprie idee nel rispetto delle istituzioni e dei cittadini che assistono ai lavori del consiglio comunale”.


