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Smaltimento dei rifiuti, Baronti (Sinistra Italiana): “Un azzardo cancellare le 11 Società operative locali”

L’ex assessore: “La nostra proposta è di costruire nel breve una gestione pubblica e unitaria degli impianti di Ato Toscana Costa“

Nel dibattito sulla gestione dei rifiuti interviene anche l’ex assessore regionale, Eugenio Baronti, responsabile per l’ambiente di Sinistra Italiana regionale. 

“Smuovere le acque, come ha fatto con il suo intervento il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni, è sicuramente positivo considerato che la politica sempre di più si accontenta dell’ordinaria amministrazione dell’esistente senza il coraggio di misurarsi con le grandi sfide che ci troviamo ad affrontare nell’ambito di una transizione ecologica che si sostanzia e si determina anche costruendo un innovativo e sostenibile sistema di gestione del ciclo dei rifiuti – dice Baronti – Noi però vogliamo ricordare a Macelloni se anche la discarica di Legoli è gestita bene, è pur sempre una discarica, dove si interrano i rifiuti che se diversamente gestiti potrebbero diventare una risorsa. L’obiettivo prioritario della nostra azione è quello di liberarci quanto prima, della necessita di questi impianti, costruendo una efficiente alternativa. Ricordiamo a Macelloni che il conferimento in discarica è in netto contrasto con le direttive europee che ci chiedono da anni di andare verso il suo superamento. Il fatto che ancora oggi nel 2026 la Toscana conferisce in discarica circa il 32% di Rsu, dimostra la criticità e i ritardi dell’attuale sistema di gestione dei rifiuti a livello regionale. Eppure, ancora si continua a concedere autorizzazioni di ampliamento soprattutto in quel lembo di terra del pisano in cui in una quindicina di chilometri si concentra una parte considerevole del vecchio sistema di discariche toscano. L’innovazione impiantistica per Macelloni, si riduce alla proposta di realizzare un impianto di ossicombustione, senza che ne sia stata sperimentata e verificata la sua reale efficienza e sicurezza, senza avere riscontri reali sulla sua sostenibilità energetica, sui problemi legati agli elevati livelli di corrosione associati agli effluenti gassosi generati ad alte temperature, sui costi reali di generazione dell’ossigeno essenziale per sostenere il ciclo di funzionamento dell’impianto, e senza un mercato che possa assorbire le scorie vetrificate prodotte”.

“Sinistra Italiana sostiene da anni la necessità e l’urgenza di una inversione di rotta della politica regionale nella gestione dei rifiuti – dice l’ex assessore regionale – chiediamo e ci battiamo, per attivare con urgenza, percorsi politici, amministrativi e culturali che assumano la scala gerarchica europea delle priorità delle azioni: riduzione, riuso, recupero e riciclaggio dei rifiuti, dentro la strategia “verso rifiuti zero” con l’obiettivo di mettere a regime in tutti i comuni, sistemi di raccolta differenziata porta a porta (PaP) integrali e nel contempo potenziare e realizzare un’impiantistica moderna ed innovativa per valorizzare al massimo le materie primi seconde, raccolte in modo differenziato, da riportare a nuova vita”.

“Venendo al merito delle questioni sollevate da Macelloni, noi pensiamo che cancellare tutte le attuali 11 Società operative locali (Sol) sia un azzardo, la nostra proposta è quella di costruire nel breve periodo una gestione interamente pubblica e unitaria di tutto il sistema impiantistico dell’Ato Toscana Costa, una scelta lungimirante perché permette di razionalizzare l’esistente, programmare unitariamente e razionalmente la nuova impiantistica necessaria per valorizzare i rifiuti differenziati. Una scelta che faciliterebbe la modernizzazione ma anche la chiusura di alcuni impianti obsoleti che continuano a restare in piedi lo stesso perché di proprietà di questa o quella società di gestione che li difende a prescindere. Tutti gli impianti esistenti dentro Retiambiente a gestione totalmente pubblica, applicazione di una tariffa unica solo per il conferimento negli impianti dell’Ato. In questo nuovo contesto è necessario anche rivedere e modificare ruolo e funzioni delle 11 Sol trasformandole nel braccio operativo locale territoriale di Retiambiente per svolgere una funzione essenziale insostituibile: quella di progettare, organizzare e gestire un sistema generalizzato di raccolta di PaP integrale per cui è essenziale, vicinanza e conoscenza del territorio. Non può esistere un modello standard di raccolta differenziata domiciliare, da calare direttamente sopra una qualsiasi realtà territoriale. Le Sol locali dovrebbero svolgere la funzione del sarto che cuce addosso alla persona l’abito su misura, nel nostro caso, dovrebbe progettare, realizzare e gestire, un sistema di raccolta modellato ed organizzato sulle specificità di un territorio. In questa fase siamo nettamente contrari ad una tariffa unica dell’intero sistema integrato di gestione dei rifiuti, dalla raccolta al conferimento. Sarebbe profondamente ingiusta e penalizzante per i cittadini di quei comuni che hanno avuto la capacità e il coraggio di organizzare un sistema di raccolta virtuoso che ha permesso anche di ridurre i rifiuti indifferenziati e quindi i costi di gestione”.

“Una tariffa unica ci potrà essere quando sarà messo a regime e si sarà consolidato, in tutti i cento Comuni dell’Ato – conclude Baronti – azioni concrete di riduzione dei rifiuti prodotti e sistemi di raccolta PaP efficienti con percentuali di differenziazioni simili e non profondamente diverse come sono oggi”.