Logo
Incontro a Castelnuovo sull’antisemitismo, Anpi: “Criticare un governo non equivale ad alimentare odio antiebraico”

L’associazione dei partigiani: “Difendere la memoria storica non significa sospendere il giudizio critico sul presente”

“In merito al recente incontro svoltosi a Castelnuovo dal titolo Antisemitismo: una minaccia che incombe sulla convivenza civile – Riconoscere, denunciare e fermare l’odio antiebraico oggi, non possiamo non rilevare con preoccupazione alcune posizioni emerse nel corso del dibattito”. A dirlo è Anpi Sezione Valdiserchio e Garfagnana. 

“In alcuni interventi – dicono dall’Anpi – si è assistito al tentativo di minimizzare o giustificare le violenze compiute dallo Stato di Israele dopo i tragici fatti del 7 ottobre, accompagnato da una sempre più disinvolta tendenza a bollare come ‘antisemita’ chiunque osi criticare le scelte politiche e militari del governo israeliano o richiami il rispetto del diritto internazionale. La lotta contro l’antisemitismo è un principio irrinunciabile della coscienza democratica europea, radicato nella memoria della persecuzione del popolo ebraico e nell’orrore della Shoah. Proprio per questo non può essere piegata a uso politico né trasformata in uno strumento per silenziare il dissenso o sottrarre al giudizio pubblico le azioni di uno Stato. Criticare un governo, denunciare violazioni del diritto internazionale o difendere i diritti di un popolo, come quello palestinese, non equivale ad alimentare odio antiebraico. Confondere deliberatamente questi piani non solo impoverisce il dibattito democratico, ma finisce per svuotare di significato la stessa lotta contro l’antisemitismo”.

“In questo quadro appare legittimo interrogarsi anche sul recente disegno di legge che richiama la definizione dell’International Holocaust Remembrance Alliance – conclude Anpi – Se utilizzata in modo estensivo, essa rischia di trasformarsi da strumento di tutela contro l’odio razziale a dispositivo politico volto a delegittimare ogni critica alle politiche dello Stato di Israele. La difesa dei diritti umani e del diritto internazionale non può conoscere doppi standard. In una democrazia matura il confronto, anche duro, deve restare libero da accuse strumentali e da scorciatoie propagandistiche. Difendere la memoria storica non significa sospendere il giudizio critico sul presente. Al contrario: significa avere il coraggio di applicare a tutti gli stessi principi di giustizia“.