Logo
Giorno del Ricordo, l’Istituto della Resistenza: “Le gravi colpe del fascismo ignorate dalla narrazione mainstream”

L’impegno dell’Isrec: “Continuare a svolgere con sempre maggior attenzione, ma anche con serietà, la sua missione. Lavoro orientato alla correttezza e alla serietà”

“L’Istituto Storico della Resistenza di Lucca continuerà a svolgere con sempre maggior attenzione, ma anche con serietà, la sua missione, consapevole che il lavoro di ricerca, di studio e di divulgazione da compiere nei prossimi anni è ancora vasto e complesso, ma che sarà sempre orientato alla correttezza e alla serietà”. Lo dice l’Isrec, che “Da 20 anni promuove e partecipa ad iniziative in occasione del Giorno del Ricordo cercando di privilegiare soprattutto quelle che coinvolgono le generazioni più giovani.

In tutti questi anni l’Istituto ha prodotto ricerche storiche originali, raccontato storie familiari, realizzato mostre, prodotto materiale divulgativo, con l’unico scopo di far conoscere, ad un pubblico sempre più ampio, le complesse vicende del confine orientale. Tuttavia, da quando il Parlamento italiano nel 2004 ha approvato la legge che istituiva il Giorno del Ricordo, sono spesso prevalse, anzi con il tempo questo aspetto è diventato centrale, narrazioni che mettono in primo piano soprattutto l’aspetto più drammatico della vicenda, le foibe, e in seconda battuta l’esodo, tralasciando di rispondere ai numerosi quesiti del perché tutto questo è accaduto, privilegiando una semplificazione del racconto spesso frutto di calcolate scelte ideologiche e politiche.

Questo non significa ignorare o emarginare le uccisioni che hanno colpito alcune migliaia di italiani, tra cui persone compromesse con il regime fascista, che nell’autunno 1943 e nella primavera 1945 hanno tragicamente colpito quei territori, l’Istria e Trieste, per mano del nuovo regime comunista jugoslavo risultato vincitore nella lunga lotta di liberazione dal nazifascismo. Così come abbiamo sempre messo al centro della nostra attenzione l’esodo, cioè l’abbandono della gran parte degli italiani là residenti, dopo che il trattato di pace firmato a Parigi, assegnava quei territori alla Jugoslavia.
Ma con la stessa caparbietà abbiamo sottolineato le gravi colpe del fascismo, queste ultime ignorate spesso dalla narrazione mainstream, nell’opprimere le popolazioni slave durante il Ventennio e l’aggressione militare fascista alla Jugoslavia avviata il 6 aprile 1941 che tanti lutti e distruzione ha causato alle popolazioni slovene e montenegrine”.