L'evento
|In tanti per l’iniziatica di Anpi Val di Serchio Garfagnana contro riarmo e militarizzazione
Dalla riforma della magistratura ai finanziamenti per le basi militari sul territorio. Emersa la necessità di ampliare il dibattito sul territorio
È stato un successo l’iniziativa organizzata da Anpi Val di Serchio Garfagnanacontro il riarmo e la militarizzazione. La giornata si è aperta con il saluto del vicesindaco di Borgo a Mozzano, Armando Fancelli.
Il vicepresidente dell’Anpi provinciale Lucca, avvocato Romano Zipolini, ha ricordato ed approfondito l’analisi dell’articolo 11 della Costituzione, evidenziando “i pericoli che sta correndo la nostra democrazia, collegandosi anche alla prossima campagna referendaria sulla riforma costituzionale della magistratura”.
Carlo Giuntoli, presidente della sezione Anpi Val di Serchio Garfagnana, ha messo in evidenza, in una sintetica ricostruzione della memoria, le analogie tra le vicende che hanno preceduto la Prima e la Seconda Guerra Mondiale e la situazione attuale.
Il cuore della giornata sono state le relazioni di Fausto Pascali, Lucia Gonnelli e Giovanni Ferraro, il primo del Comitato no base di Pisa, gli ultimi due del Comitato no base di Pontedera.
Questi, con l’ausilio di diapositive e con dovizia di dati, hanno illustrato le cifre stanziate nell’ultima finanziaria, le proiezioni di spesa a 3 e 10 anni sul tema della militarizzazione del territorio, “con opere – hanno detto – spesso camuffate di utilità civile e quindi inseriti in tali capitoli di spesa, in modo da rendere una visione artefattamente contenuta della spesa militare complessiva. Nel complesso la progettualità per l’hub militare pisano-livornese prevede una spesa complessiva nel tempo stimabile approssimativamente in 1,8 miliardi di euro. Sarebbe troppo lungo fare l’elenco dettagliato delle opere in programma che comunque dovrebbero andare ad interessare una vasta area compresa tra Pontedera, Pisa, Livorno, la tenuta del Tombolo ed altre porzioni del Parco Naturale San Rossore Migliarino, con grave danno anche da un punto di vista della tutela di aree protette”.
I relatori dei Comitati no base hanno infine voluto mettere in evidenza “la scarsa trasparenza sui progetti e la opacità delle procedure; i comitati hanno chiesto l’accesso agli atti ai soggetti pertinenti, ottenendo risposte molto limitate, con dinieghi spesso trincerati dall’importanza militare delle opere. È seguito un ampio dibattito tra un pubblico molto attivo ed i relatori. Tra l’altro è emersa la necessità di un collegamento e quindi di un coordinamento tra diverse realtà della Valle del Serchio sul tema della pace, del riarmo e militarizzazione”.
Ha concluso l’assemblea Marco Bonini del direttivo dell’Anpi Val di Serchio Garfagnana.
L’Anpi ringrazia “tutti gli intervenuti, i relatori per le informazioni fornite e l’amministrazione di Borgo a Mozzano per la sensibilità sempre dimostrata nel mettere a disposizione le proprie strutture; la stessa Anpi Val di Serchio Garfagnana è impegnata, dopo la parentesi della campagna referendaria, ad organizzare altri incontri di sensibilizzazione ed informazione sui temi del pericolo di guerra e del riarmo”.


