L'appello
|Regione Toscana, via libera alla mozione FdI: “Ansia e depressione vanno affrontati”
Approvato all’unanimità il testo presentato daFantozzi: “Bisogna sensibilizzare. Lucca prima provincia italiana per consumo di ansiolitici”
Affrontare apertamente i disturbi d’ansia e depressione, superando il peso dello stigma sociale e garantendo una presa in carico concreta e capillare da parte delle istituzioni: è quanto chiede la mozione presentata dal capogruppo di Fratelli d’Italia Vittorio Fantozzi, sottoscritta anche dai consiglieri Alessandro Capecchi e Sandra Bianchini, approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale della Toscana. Un impegno condiviso per contrastare un fenomeno in continua crescita, che incide pesantemente sulla qualità della vita dei cittadini e sui costi sanitari.
“Il problema è sempre più esteso e noi vogliamo portare allo scoperto una condizione che riguarda milioni di italiani – ha dichiarato Fantozzi – . Ci sono inquietanti ricerche che indicano come l’86% delle famiglie italiane ravvisano nel comportamento di genitori e figli elevati livelli di ansia e i livelli di spesa annua per i medicinali che curano questo aspetto della mente e che appartengono alla fascia C sono di circa 619 milioni di euro all’anno. In questo senso la Toscana è al primo posto nazionale (ricerca Aifa 2022) nel consumo di ansiolitici e derivati. Fra le province toscane, da anni in vetta c’è Lucca, addirittura la prima provincia italiana per questa classifica non certo positiva. Tutto questo senza contare le degenerazioni che l’ansia produce, anche sotto forma di stress negativo e dell’ormone a esso collegato, il cortisolo”.
“Riconosciamo alla Regione Toscana di non essere proprio inerte su questo argomento e di avere messo in atto alcune importanti contromisure, ma è necessario fare molto di più, sia in termini di potenziamento della rete psicologica sul territorio, che di riconoscimento e prevenzione della condizione ansiogena e della sua deriva – ha concluso il capogruppo di Fratelli d’Italia -. Bisogna sensibilizzare sul tema, facendo capire che non è vergogna ammettere di essere ansiosi o, peggio, depressi, e attivare percorsi di cura alternativi ai farmaci in tutti i modi possibili, compresi quelli della socializzazione primaria e secondaria”.


