Coreglia Antelminelli
|Calavorno, Notini: “Il vecchio impianto sportivo resti a giovani e paese”
L’appello al sindaco dal circolo FdI
“Con questi nuovi lavori chiediamo al Sindaco che i nostri ragazzi possano continuare ad utilizzare liberamente il campo scoperto di calcetto e di pallavolo come ambiente naturale di svago e di gioco e per le attività paesane. Senza essere costretti, come accade adesso, a giocare nella strada statale e nel parcheggio sulla Surricchiana”. Per il circolo FdI di Coreglia, la sollecitazione è di Amerigo Notini.
“Interpelliamo il Sindaco di Coreglia Antelminelli – dice dal coordinamento – per avere alcuni chiarimenti in merito all’impianto sportivo di Calavorno. Ci chiediamo cosa sia avvenuto del vecchio impianto sportivo di calcetto e di pallavolo realizzato a scopo delle attività ricreative paesane. Se risultassero vere le voci che circolano, sembrerebbe che l’Amministrazione comunale voglia privare i ragazzi di Calavorno e delle località limitrofe, Dezza e altre, di questi luoghi di svago, gioco e utilizzati anche per le attività paesane.
Dovrebbe ben ricordare l’attuale Sindaco che questo spazio sportivo è stato realizzato alla fine degli anni ’80 (progetto di Maddaleni Franca dell’aprile 1987) con il finanziamento del Credito Sportivi dall’Amministrazione guidata dal Sindaco Trento Gonnella e, dallo scrivente, allora assessore ai Lavori Pubblici e alle Finanze Amerigo Notini di Calavorno. Allora, se non lo ricordi, Sindaco, eri Consigliere del PSI ed all’opposizione dell’Amministrazione Gonnella e ti esprimesti negativamente su questo progetto.
Ora hai cambiato opinione in merito. Questo è un aspetto sicuramente positivo della personalità politica quale sei. Certo che è ben diverso essere all’opposizione e dire sempre di no, per partito preso, a qualunque lavoro proposto dalla maggioranza di governo. E non come avvenuto in molte Amministrazioni di questi ultimi 20anni che dall’opposizione, da noi appoggiata, sono passati, per loro tornaconto, in maggioranza”.
Ora, però, conclude “Queste attrezzature sportive furono lasciate ad attività libere della cittadinanza e alla Associazione paesana di Calavorno, non in gestione ne a privati ne a Società sportive”.


