Scuola, FdI: “Si riparte con molte cattedre coperte da supplenti e uno scarso numero di custodi”

Veneri, Senesi e D'Anteo: "Questo tipo di gestione non garantisce la continuità educativa di cui hanno bisogno i ragazzi. Agli insegnanti serve anche stipendio adeguato"

“La scuola toscana riparte con molte cattedre coperte da insegnanti supplenti e uno scarso numero di custodi, impiegati amministrativi e tecnici”.

Così, a pochi giorni dal suono della prima campanella, il consigliere regionale Gabriele Veneri e Michela Senesi del Dipartimento Regionale Toscano scuola e istruzione e Alessandro d’Anteo del Dipartimento regionale disabilità.

“Nella Regione, su circa 6400 assunzioni in ruolo di insegnanti, previste dal Ministero dell’istruzione, solo poco più di 4mila sono andate a buon fine. Circa 1850 posti di lavoro messi a disposizione dallo Stato (un terzo del totale) non verranno occupati e dovranno essere coperti ricorrendo alle famose supplenze – spiegano Senesi e D’Anteo – Un dato preoccupante che registriamo è sugli insegnanti di sostegno: sono oltre 300 i posti in Toscana che non saranno coperti da personale di ruolo, che si andranno a sommare alle altre migliaia di cattedre di sostegno attivate ogni anno con personale a tempo determinato. Questo tipo di gestione non garantisce la continuità educativa di cui hanno bisogno, in modo particolare, gli studenti diversamente abili”.

Il maggior numero di posti rimasti vacanti, riguarda l’insegnamento dell’italiano alla scuola secondaria di primo grado con 370 posti vacanti – proseguono – Un altro dato significativo è che mancano docenti specializzati sul sostegno e, purtroppo, ancora una volta, le cattedre saranno ricoperte da insegnanti precari, perlopiù senza alcuna specializzazione, mentre, per portare avanti un compito così importante e delicato, sarebbe fondamentale una formazione adeguata”, sottolineano Senesi e D’Anteo.

Ribadiamo ancora che, la continuità didattica, sopratutto in certi contesti educativi, è fondamentale per il progetto di vita dei nostri ragazzi e che per una buona qualità dell’Istruzione non si può lesinare sui numeri degli insegnanti – concludono – Un altro punto focale del nostro programma è quello di uno stipendio adeguato degli insegnanti visto anche l’aumento dell’inflazione. Non ultimo il problema delle classi  numerose che non consente un buon grado di apprendimento agli studenti, porta alla chiusura delle classi, delle scuole e, visto che il Covid non è stato ancora debellato, non consente un adeguato controllo dei contagi”.

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