il commento
|Sanità, Fdi: “Il collasso del pronto soccorso di Lucca? Frutto dei tagli della Regione”
Gli esponenti di Fratelli d’Italia intervengono dopo le denunce dei familiari degli assistiti: “Gli ospedali della provincia sono in ginocchio”
“Il collasso del pronto soccorso di Lucca è frutto dei tagli della Regione”. Così, dopo i diversi casi denunciati dai parenti degli assistiti del San Luca, intervengono il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Vittorio Fantozzi, il coordinatore comunale Marco Martinelli, e i circoli di Garfagnana e Mediavalle.
“A ottant’anni per tre giorni su una barella, malata oncologica in attesa per ore di una trasfusione – ricordano gli esponenti Fdi -. Sono soltanto alcuni casi registrati, sulla base delle denunce dei familiari, al pronto soccorso San Luca di Lucca e dovuti all’endemica mancanza di personale, letti e macchinari, alle assenze dei sanitari per Covid e ferie, ai tagli indiscriminati operati sulla sanità territoriale della provincia di Lucca, in primis in Garfagnana e Mediavalle dove gli ospedali sono stati ridotti all’osso. La politica sanitaria toscana ha trasformato l’ospedale di Lucca in una sorta di pronto soccorso trasferendo le specializzazioni su Pisa, Siena e Firenze, nonostante le eccellenti professionalità che l’ospedale vanta. Un pronto soccorso che, però, non riesce a far fronte al numero elevatissimo di accessi”.
“Lo scorso ottobre effettuammo un sopralluogo all’ospedale San Luca incontrando la responsabile di allora del pronto soccorso, personale fortemente sotto organico e mancanza di spazi adeguati amplifica i disagi, sia per gli utenti che per il personale sanitario. Durante la pandemia si sono spesi oltre tre milioni di euro per Campo di Marte senza mai effettivamente attivare i posti letto realizzati nonostante il San Luca fosse al collasso – sottolineano gli esponenti di Fdi -. Al San Luca si recano anche residenti di Garfagnana e Mediavalle che non riescono ad avere risposte sul territorio a causa di ospedali progressivamente depotenziati, servizi tagliati e dove l’emergenza/urgenza è affidata alle ambulanze con i soli infermieri a bordo: tutto questo si traduce in maggiori accesi al pronto soccorso, che però è in ginocchio. Il nostro appello è ai diritti dei malati ma anche ai diritti di chi deve essere messo nelle condizioni di lavorare in maniera adeguata e necessaria. Medici e infermieri non si fermano mai, cercano di seguire tutti esponendosi a turni massacranti. Osannati come eroi durante la pandemia e, poi, lasciati soli a lavorare sotto organico, in condizioni non adeguate a garantire un servizio essenziale”.


