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Coreglia, scontro in Consiglio sul debito fuori bilancio da 40mila euro: “Danno provocato dall’amministrazione Amadei”

Si riaccendono le polemiche tra maggioranza e opposizione. Il vicesindaco: "Sprechiamo i soldi per rimediare vecchi errori"

Si riaccende lo scontro a Coreglia tra maggioranza e opposizione. Dopo le recenti dichiarazioni dell’ex sindaco Amadei (e attuale segretario comunale del Pd), il dibattito si è infiammato con un duro botta e risposta in consiglio comunale.

Al centro dello scontro il riconoscimento (approvato all’unanimità) del debito fuori bilancio derivante da decreto ingiuntivo esecutivo, proveniente proprio dall’amministrazione Amadei e legato alla ditta Econova Srl, ex gestore dei rifiuti. Il comune dovrà pagare 40mila euro, ma gli atti saranno trasmessi alla corte dei conti.

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Il vicesindaco Giorgio Daniele attacca l’ex sindaco Valerio Amadei e Sabrina Santi (Pd), attuale consigliera di opposizione: “A circa un anno dal nostro accordo, a detta di Amadei e Santi che ha ingannato gli elettori, ne è passata di acqua sotto i ponti. Mentre la maggioranza nata negli interessi della cittadinanza ha lavorato in silenzio e a testa bassa, riportando dignità dentro e fuori il palazzo che aveva toccato dei minimi indicibili, raggiungendo importanti obiettivi di bilancio e di opere pubbliche, riscontrando giorno dopo giorno la condivisione e la fiducia verso una scelta politica coraggiosa e lungimirante. Non è un tradimento. Oltre allo sterile ripetere all’infinito del siparietto del tradimento elettorale, siamo di fronte ad un vuoto assoluto (riferendosi a Sabrina Santi e al Pd ndr), o meglio ad una insignificante partecipazione all’attività politica amministrativa. Mentre la nuova maggioranza lavorava, troppo spesso a porre rimedio ad azione lasciate in dote dal sindaco uscente Amadei e dal pluri-assessore Santi, questi non hanno avuto nemmeno la buona creanza di prendere conoscenza dei danni arrecati”.

“Basta con la storia del tradimento – continua Giorgio Daniele -, sembra che certe posizioni, come quella di vicesindaco acquisita da Santi, siano immuni dal cambiamento. Una fonte di reddito e non un incarico fiduciario conferito dal sindaco. Non è una pensione fare il vicesindaco, così come l’assessore. Basta con questa demagogia. Noi tutti siamo in Comune sul pezzo per dare risposte ai cittadini. Vogliamo essere giudicati si fatti e ad oggi i fatti mi pare che la gente li noti e li riconosca. Tutto il resto è il vuoto e a noi non interessa. Oggi riconosciamo un debito fuori bilancio di circa 40mila euro. I fatti risalgono alla precedente amministrazione Amadei e riguardano la gestione del servizio di igiene urbana, la cui delega era di competenza dell’assessore Sabrina Santi. In estrema sintesi, la vicenda ha il suo epilogo con la notifica al Comune di un decreto ingiuntivo del 17 giugno 2020, quando lei (riferendosi a Sabrina Santi ndr) era ben ferma nel suo ruolo di assessore all’igiene del territorio e all’ambiente del comune di Coreglia. A tale decreto non è stata fatta opposizione nei termini di legge e il 15 dicembre 2021 è stato notificato al Comune il decreto di esecutorietà e il 26 aprile 2022 è stato notificato l’atto di precetto con il quale si intima il pagamento complessivo di 39mila 97 euro”.

“Stasera siamo qui per questo – prosegue Giorgio Daniele -, al fine di pagare ed evitare ulteriori danni all’ente. E c’è poco da ridere consigliera Santi. Un po’ di decenza, c’è da pagare 40mila euro. A Sabrina Santi chiedo: quali atti ha messo in pratica per la definizione di quanto ingiunto al Comune? Quali strategie ha adottato con i legali dell’ente e con il sindaco, suo diretto superiore, nella gestione del settore  del quale era assessore? Perché ha lasciato scadere i termini di opposizione senza intraprendere nessuna azione? Ci sono atti che possono dimostrare che non è stata inerte e negligente? Perché il sindaco Amadei non si è costituito in giudizio? Perché neppure la giunta è stata interpellata? I cittadini vogliono risposte. Dal mio punto di vista lei (riferendosi a Sabrina Santi ndr) è stata una pessima amministratrice. Oggi, senza possibilità di difenderci da questo danno arrecato dalla precedente amministrazione, andiamo a pagare questo debito. Siamo con corda al collo stasera e siamo mortificati perché questi soldi li togliamo ai cittadini. Sprechiamo i soldi per rimediare gli errori di qualcuno”.

Sulla stessa linea il capogruppo di maggioranza Piero Taccini, che attacca la minoranza: “Sulla nota del Pd sono state scritte un sacco di stupidaggini. Ci vuole un bel coraggio a scrivere certe cose. Si parla di coerenza, correttezza e ascolto del territorio. Ma l’ex sindaco, e attuale segretario Pd di Coreglia, ha la memoria corta. Dal giornale di Coreglia, ai fatti dei lampioni di Gromignana, fino alla riunione pubblica rifiutata dall’ex primo cittadino, sono tanti gli esempi che potrei fare che vanno in contrasto con ciò recentemente dichiarato da Amadei. Accordo di convenienza tra vincitori e vinti? Lo ritengo un affronto, abito a Piazza al Serchio e quasi tutti i giorni sono in Comune ed essendo consigliere non percepisco un centesimo. Ho accettato questo accordo (tra maggioranza eed sx opposizione ndr) solo per cercare di amministrare nel migliore dei modi i soldi dei cittadini, senza andare a fare debiti di bilancio. Insieme, vincitori e vinti, stiamo sistemando il territorio. Sul debito fuori bilancio voglio solo dire che secondo me è abbastanza inedito che un sindaco ed un assessore si tirino dietro le spalle un decreto ingiuntivo. Questi sono soldi dei cittadini e vanno amministrati nel modo migliore. Non si può parlare di correttezza e ascolto dopo aver fatto questi danni. Sindaco, mi rivolgo a lei: certi errori non possono essere né capiti né tantomeno tollerati. Non devono essere i cittadini a pagare gli errori evidenti di un’amministrazione incompetente”.

La replica del capogruppo dell’opposizione, Sabrina Santi: “Il Pd rappresenta l’opinione del proprio elettorato e gli elettori si sentono traditi. Nessuno ha mai messo in dubbio l’operato di questa amministrazione e le qualità del sindaco, però quello che avete fatto voi è la cosa grave, gravissima. Voi non avete ancora accettato di aver perso le elezioni e in qualche modo è stato fatto questo passaggio, senza dare spiegazioni. Sui fatti del debito fuori bilancio: sì, io ero l’assessora all’ambiente, ma con me c’erano quattro consiglieri dell’attuale maggioranza di cui due assessori. La delega è mia e mi prendo le responsabilità, come sempre. Il sindaco Remaschi? Personalmente è stata la mia più grande delusione umana. Io lo continuo a chiamare tradimento verso l’elettorato. L’amministrazione precedente ha fatto sbagli? Probabilmente sì, ma portiamo in dote anche milioni di finanziamenti grazie all’amministrazione Amadei”.

Sul tema del debito fuori bilancio interviene anche il presidente del consiglio comunale Ivo Carrari (ex assessore al bilancio con la giunta Amadei): “È mancato senza ombra di dubbio un coordinamento reale da parte del sindaco, e penso che si difficile da smentire, e sicuramente un mancato coinvolgimento da parte dei colleghi di giunta e degli uffici”.

L’intervento del sindaco, Marco Remaschi: “Tradimento? Bisogna dire le cose come stanno. È stato un atto di convenienza (riferendosi all’alleanza con Giorgio Daniele ndr)? Sì, è un atto di convenienza negli interessi dei cittadini di Coreglia. Gli uffici devono essere messi nelle condizioni di lavorare bene, vanno protetti. Stasera si parla di un debito fuori bilancio di quasi 40mila euro, io vorrei ricordare che c’è una partita di 600mila euro di un finanziamento preso e perso nella precedente amministrazione. Questi sono danni enormi che si fanno ai cittadini. Gli ultimi asfalti, per esempio, sono quelli che ho fatto io da sindaco nel 2005. Non è stato fatto più niente, non c’è più stata programmazione. Avete fatto dei disastri (riferendosi all’amministrazione Amadei ndr), anche su cimiteri e punti luce non c’è stata programmazione. Ripeto, ho trovato dei disastri. Non è mai stata fatta manutenzione nella maniera giusta. Tante frazioni sono state abbandonate. Questo vuol dire amministrare male. Cinzia Salani ha avuto coerenza, è sempre stata contraria in questa operazione di apertura alla minoranza. Sabrina Santi invece no, semplicemente voleva rimanere vicesindaco. Le cose vanno raccontate correttamente. Io ho cercato di costruire un assetto per risolvere i problemi dei cittadini e adesso c’è una linea tracciata, c’è una prospettiva per questo Comune. Ho portato serenità al palazzo e ai cittadini“.

Sabrina Santi (Pd) non ci sta: “Io non ero d’accordo a lasciare il mio ruolo da vicesindaco, è vero, ma il sindaco mi aveva dato la parola che la mia carica sarebbe durata cinque anni – attacca -. Quindi il sindaco Remaschi non è proprio sempre di parola, ma va bene lo stesso. Mi ha poi proposto la presidenza del consiglio comunale, ma ho rifiutato perché mi hanno eletto 289 persone per fare consigliere o assessore. Questa è la verità, non cambiamo i fatti. Disponibilità ad allargare la maggioranza? Ho detto solo ‘parliamone, ragioniamoci’ e lei, caro sindaco, se ne è andato infuriato“.

 

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