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Nuovo store fra Chifenti e Fornoli, la Lega: “Concorrenza che rompe l’equilibrio commerciale della zona”

Il commissario: "Apertura che poteva essere evitata specialmente in questi tempi difficili per le attività"

“Nel nostro territorio non ci sono mai state preclusioni o indignazioni verso nuove aperture di esercizi, anzi, c’è sempre stato invece un rigoroso rispetto reciproco, così come c’è sempre stata una concorrenza leale tra i negoziati, dove da sempre essi hanno cercato di diversificare la mercanzia rispetto a quella del vicino, questo proprio come forma di rispetto l’uno dell’altro.
Oggi però, questo tacito e rispettoso equilibrio si è rotto, in quanto una nuova attività, proprio in queste ultime settimane, ha alzato la serranda e incurante di tutto ciò, vende praticamente di tutto e a orari di apertura praticamente perpetui“. A stigmatizzare la situazione è il commissario della Lega Salvini Premier della Mediavalle,  insieme ai militanti del Carroccio.

“Stiamo parlando – affermano – di un esercizio di vendita che si trova in una posizione strategica sulla strada statale del Brennero per l’Abetone, al confine tra le frazioni di Chifenti nel comune di Borgo a Mozzano e quella di Fornoli nel comune di Bagni di Lucca, tutte e due a forte tradizione commerciale. A preoccuparsi quindi, per il loro futuro e quello delle loro attività storiche, sono alcuni esercenti e commercianti di quella zona, che ce lo hanno reso più volte noto”.

“Quei commercianti ed esercenti,- sottolineano – che a fronte di tasse invariate e che dopo aver dovuto superare, prima le restrizioni dovute alla pandemi aed in seguito le difficoltà durante i mesi di chiusura, a causa di una grossa frana della strada del Brennero, ora si trovano a dover affrontare anche questa ulteriore non sperata situazione concorrenziale. Comprendendo e volendo essere in questo momento di particolare difficoltà, vicini ai commercianti, gli esercenti, ai lavoratori e alle attività già presenti sul territorio, consapevoli anche di ciò che comporterà tale situazione nei loro confronti e nei confronti dell’economia territoriale, ci chiediamo se tale apertura poteva essere evitata, al fine di non provocare ulteriori difficoltà agli imprenditori locali, che già tanto hanno sopportato e dato al e per il loro territorio, cercando di mantenere aperte con grande sacrificio, le loro attività nonostante  tutto, conservando e salvaguardando quelle che sono le nostre profonde e storiche tradizioni commerciali”.

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