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Remaschi: “Sanità, in Toscana servono azioni urgenti”

Lettera al governatore Giani e all'assessore Bezzini: "La pandemia non può giustificare i ritardi nella riorganizzazione del sistema"

“La sanità toscana come dovrebbe essere”: Azione invia al presidente Giani il suo programma di cambiamento del servizio sanitario toscano. Dieci pagine, realizzate da un gruppo di esperti di livello internazionale, in cui si affrontano tutte le questioni dall’organizzazione regionale alla rete ospedaliera alle case di comunità. Il documento si conclude con i riferimenti bibliografici relativi ai modelli proposti e l’elenco delle prime cinque delibere che il partito di Calenda si attende nei prossimi sei mesi da Giani, Bezzini e dalla nuova direzione generale, in cui ripone molta fiducia. 

“La giunta sta procedendo in modo troppo lento, affrontando un problema per volta secondo una logica sequenziale e non sistemica come invece l’emergenza che stiamo vivendo vorrebbe – dice Remaschi -. Le difficoltà oggettive dì gestione della pandemia non possono giustificare i ritardi nel rinnovo delle direzioni e l’assenza di una visione del servizio sanitario che non c’è. Inoltre senza avere un piano di riordino degli ospedali e del territorio, le richieste fatte al governo di più risorse di personale, assolutamente necessarie, sono poco credibili se non basate su una riorganizzazione del sistema”.

Ancora tanti gli sprechi in una organizzazione – si sostiene – in cui la confusione è andata aumentando con la pandemia. Inoltre, “l’assenza di regole chiare tra settore pubblico e privato, spesso differenti tra azienda e azienda, non favorisce le sinergie”.

“Un’analisi accurata del sistema per una riforma del sistema sanitario regionale non è rimandabile: dobbiamo iniziare subito – incalza Remaschi -. È necessario investire nella conoscenza della realtà regionale, il che vuol dire dati epidemiologici, organizzazione e logistica ma anche ascolto dei bisogni specifici dei cittadini e dei loro movimenti, al di fuori di quel modello di rappresentanza istituzionale creato dalla nostra regione che non favorisce la capacità di esprimere efficacemente le proprie idee. Ecco il perché di questo nostro importante contributo che speriamo l’amministrazione regionale voglia cogliere”.

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