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Terme, il Comune alza la voce: “Il gestore sapeva le conseguenze della disdetta, ora non si perda altro tempo”

Attesa per il 21 dicembre la decisione del Consiglio di Stato sull'ultimo ricorso: "Subito un grave danno di immagine"

L’amministrazione comunale di Bagni di Lucca interviene sulla vicenda terme.

Terme, è scontro tra Comune ed ex gestore: “Occupazione abusiva, via a provvedimenti per tornare in possesso del bene”

“Come tutti sapranno – dice il Comune – in data 30 giugno scadeva definitivamente la concessione del complesso termale Casa Boccella e Jean Varraud; che non sarebbe stato oggetto di ulteriori rinvii ne era stata fatta preventiva comunicazione al gestore. L’1 luglio i funzionari comunali si sono presentati agli stabilimenti termali per rientrare in possesso degli stabilimenti e per redarre il verbale di consegna, atto che non si è potuto fare in quanto il gestore non si è presentato, rifiutando la restituzione delle chiavi delle strutture. A questo punto la giunta comunale ha dovuto deliberare un avvio di procedimento di autotutela amministrativa per il rilascio coattivo del complesso termale. Da questa fase si sono succedute varie Pec che il Comune ha inviato al fine di arrivare alla restituzione degli impianti fissando la data del 23 agosto per lo sgombero e la riconsegna. Nel frattempo il gestore ha presentato un ricorso al Tar dove chiedeva l’annullamento dei vari provvedimenti che il Comune aveva adottato, adducendo motivazioni che erano in perfetto contrasto con quanto previsto dal contratto di concessione redatto nel 1998 e rivisto nel 2005″.

“A questo punto la data del 23 agosto è stata di fatto trasferita all’1 settembre come termine ultimo – prosegue il Comune – data in cui il Comune è dovuto rientrare in possesso del complesso termale con l’ausilio della forza pubblica. Da questa data il Comune è rientrato in possesso degli stabilimenti termali ma rimanevano in sospeso due punti che il gestore contestava ovvero la proprietà degli arredi e la concessione di utilizzo dell’acqua termale che alimentava la piscina dell’albergo di sua proprietà. Per fare chiarezza gli impianti termali sono di proprietà comunale mentre l’albergo è di proprietà di Vittorio Lapolla. Grave errore venne fatto nel 2014 quando l’allora amministrazione Betti accettò la richiesta del gestore di poter far confluire la società che gestiva l’albergo dentro la Società delle terme. In questo modo il bilancio delle terme e dell’albergo si sono uniti ed è diventato quasi impossibile avere una situazione chiara e documentata della reale situazione della salute economica delle due attività. Tornando alle questioni in sospeso il gestore ha fatto ritirare tutti gli arredi che ritiene essere di sua proprietà facendoci redarre una documentazione fotografica e descrittiva non indifferente”.

Per quanto concerne le acque termali il Comune in data 5 novembre ha provveduto al distacco e il gestore ha immediatamente fatto un ricorso al Tar – prosegue il Comune – chiedendo misure cautelari monocratiche che, accettate in attesa della discussione in udienza fissata al 24 novembre, ha obbligato il Comune all’immediato riallaccio. Finalmente in data 24 novembre il Tar si è pronunciato con una ordinanza che ha respinto tutte le istanze cautelari formulate dal gestore e che ha dato atto al Comune la possibilità di chiudere l’acqua termale della sorgente Doccione che alimentava la piscina dell’albergo. Inoltre, anche se non previsto in tale ordinanza, il Tar si è pronunciato a favore del Comune anche sulla ripresa in possesso degli arredi e degli stabilimenti. Il giorno 26 novembre l’acqua veniva chiusa e il gestore manifestava la volonta di fare ricorso al Consiglio di Stato cosa che ha fatto ricorrendo ancora una volta alle misure cautelari monocratiche al fine di ottenere l’immediato annullamento del distacco dell’acqua in attesa del giudizio fissato per il 21 dicembre”.

“Il giudice del Consiglio di Stato – dice il Comune – in data 3 dicembre ha respinto la richiesta di annullamento del gestore definendola immotivata e, pertanto, sarà la data del 21 dicembre (salvo rinvii) a definire la questione. A questo punto vorremmo fare una considerazione: non esistono gli stabilimenti termali di Bagni di Lucca senza la loro sorgente. L’acqua del Doccione ha il riconoscimento del ministero della salute ed è un acqua da utilizzare a scopo terapeutico viste le sue magnifiche proprietà minerali. È un vero e proprio medicinale e deve essere sottoposta a controllo sanitario costante. La quantità di acqua erogata è di non molta quantità giornaliera ed è necessaria per l’attività degli stabilimenti termali. Il gestore finchè ha gestito sia le terme che l’albergo ha usufruito di un servizio che è, di fatto, cessato in data 1 luglio. Il Comune se vuole ripartire con nuove prospettive e trovare nuovi gestori deve poter garantire l’integrità del pacchetto che va ad offrire. Come amministratori poossiamo capire che un imprenditore possa lamentare dei problemi ma non siamo certi stati noi a rinunciare alla gestione delle terme”.

“Più volte, anche pubblicamente, il signor Lapolla ha dichiarato e dimostrato che non era più interessato alla gestione delle terme e, quindi, doveva ben sapere le conseguenze che ne derivavano – commenta il Comune – Niente terme e fine dell’utilizzo dell’acqua termale. Fare ricorsi, fare pressione sull’opinione pubblica, lamentare i licenziamenti (oltretutto i numeri sono ben diversi visto che per le terme il personale licenziato è di 9 unità e non 19 come scritto) e fare anche considerazioni sulla situazione di Bagni di Lucca ci sembrano lamentele inopportune. Il gestore ci accusa di “aver abbandonato il complesso al declino e che da molti anni manca una strategia del recupero delle terme”. Per quanto riguarda lo stato di abbandono basta vedere in quali condizioni ci siamo ritrovati gli stabilimenti; sarà nostra premura portare all’attenzione della cittadinanza immagini che documentino lo stato attuale degli edifici. Stessa cosa possiamo dire degli impianti che denotano una totale inadeguata manutenzione o ammodernamento. Teniamo conto che gli impianti termali sono paragonabili a strutture sanitarie con tanto di convenzioni con il Servizio sanitario nazionale e che tramite l’accreditamento Asl ottiene cure che vengono pagate dal servizio sanitario”.

“Tanto per ricordarlo – prosegue la nota – il gestore non ha rinnovato l’accreditamento con la Asl e, anche volendo, per il 2021 non poteva tenere aperte le terme. Il Comune aveva fornito una proroga al 30 giugno proprio per garantire il serivizio Asl che anche se eravamo in zona rossa per il Covid, per legge, poteva e doveva essere garantito. Gli stabilimenti sono chiusi dal 9 gennaio e non hanno più riaperto mentre l’albergo del gestore ha riaperto al pubblico l’1 giugno continuando a pubblicizzare la piscina con “acqua termale”. La considerazione finale sulla vicenda è che i ricorsi di Lapolla fatti, probabilmente, per ottenere l’uso dell’acqua per la piscina dell’albergo hanno, di fatto, bloccato qualsiasi iniziativa ed allontanato anche possibili nuove soluzioni in attesa di definire le questioni legali. Noi la strategia del recupero delle terme l’abbiamo ben chiara ma sarebbe ora che chi dichiara “amore” per Bagni di Lucca finisse di ostacolare questa nuova fase oltretutto restituendo quelle strutture che oggi possiamo definire scatole vuote e bisognose di urgenti restauri”.

Noi non abbiamo mai parlato o dato speranze fasulle alla cittadinanza – dice il Comune – come avveniva in tempi recenti ma abbiamo un progetto che ha bisogno di investimenti seri, chiari, definiti e messi per scritto così come abbiamo sempre messo nei Bandi che abbiamo pubblicato. Chi pensa che si possa dare in concessione le terme per niente sappia che ciò è legalmente impossibile. Così come è impossibile parlare di una gestione diretta del Comune; casi simili ci sono stati ma si parla di circa 40 anni fa e non possono essere più attualizzabili. Mettere per scritto nei bandi certe condizioni è necessario per evitare che sorgano problemi futuri cosa che, invece, sta avvenendo con il gestore attuale. La cosa che fa più male è leggere che le terme, oggi, sono un edificio in rovina ed in via di definitivo abbandono. La domanda che facciamo ai cittadini è la seguente: chi è che gestiva le terme? Perchè negli ultimi dieci anni non si sono visti alcuni investimenti sia edili sia di impiantistica? Chi è che ha abbandonato il complesso al declino? Eppure la vecchia concessione non prevedeva un affitto ma un impegno ad eseguire lavori di manutenzione fino ad un importo massimo mai raggiunto. Abbiamo più volte richiamato i gruppi di minoranza all’attenzione sull’argomento chiedendo di lasciare da parte le diatribe politiche e di essere collaborativi e costruttivi. Purtroppo, sentite le interviste rilasciate alla tv, ci rendiamo conto che tale messaggio è caduto nel vuoto. Zero proposte e soliti discorsi assolutamente inutili e non corrispondenti alla verità dei fatti”.

“Sarà nostra cura – conclude la nota – informare la cittadinanza dei prossimi passaggi che verranno portati avanti dalla nostra amministrazione così come facemmo nel consiglio comunale del 14 luglio e speriamo di non dover perdere ancora tempo visto che dall’1 luglio fino a fine dicembre sono sei mesi persi dietro ai ricorsi fatti dal gestore che recano danno ai lavoratori, alle attività commerciali, all’indotto e a tutti noi cittadini; senza considerare il grave danno di immagine arrecato alle nostre storiche terme“.

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