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Bagni di Lucca, Frigo (Fdi): “Il bonus terme? Un’occasione persa per il territorio”

L'esponente di Fratelli d'Italia: "L'amministrazione doveva fare di più per evitare una chiusura che ha provocato e continuerà a provocare una perdita economica"

“Un’occasione importante persa per Bagni di Lucca”. Così la rappresentate del coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia Annamaria Frigo interviene sul bonus terme previsto dal decreto ministeriale del primo luglio.

“Tra i vari bonus concessi dallo Stato per sostenere i settori particolarmente colpiti dal Covid è stato da breve introdotto quello rivolto ai servizi termali – spiega Frigo -. Il bonus terme di 200 euro non è legato all’Isee, è assolutamente personale ed è la struttura alberghiera  a organizzare la richiesta dopo la prenotazione. Il ministero dello sviluppo economico ha stanziato 53 milioni di euro e nel caso che il costo del servizio fosse superiore a 200 euro, il cittadino sarà tenuto a pagare solo la parte eccedente. Dall’8 novembre si potranno prenotare le prestazioni direttamente nell’ente prescelto con possibilità di sconto sul loro acquisto fino a un massimo di 200 euro. Fino al 28 ottobre l’ente termale dovrà accreditarsi accedendo alla piattaforma  digitale di Invitalia. L’ente termale  deve essere iscritto al registro delle imprese e possedere il corrispettivo codice ateco oltre che essere accreditato al servizio sanitario  nazionale  che ne riconosce la validità come aiuto nella prevenzione e nella cura di molte patologie. Possibile ipotizzare che molti saranno i centri a farne richiesta”.

“L’elenco degli stabilimenti termali accreditati sarà pubblicato sui siti del Ministero e di Invitalia, elenco nel quale non credo comparirà Bagni di Lucca, ormai come terme quasi assente sulla stampa specifica o sito e chiusa dallo scorso aprile,  quando in Italia, dopo la pandemia i centri termali hanno potuto riaprire le loro porte al pubblico. Un’occasione persa che avrebbe riportato nel comune il turismo termale e avrebbe reso appetibile la nostra cittadina anche nel periodo invernale. Nessuna notizia sulla riapertura degli stabilimenti, nessuna comunicazione da parte dell’amministrazione comunale e dal sindaco – prosegue Frigo – un silenzio  imbarazzante sul quale cala l’ombra della questione accreditamento da parte della Regione Toscana e dunque del servizio sanitario nazionale. Una questione sulla quale i cittadini andrebbero tenuti informati, una questione fondamentale, in quanto senza accreditamento da parte della Regione, alle Acque degli stabilimenti di Bagni di Lucca non viene riconosciuta nessuna validità curativa e dunque nessun valore”.

“Le terme hanno rinnovato l’accreditamento? Sono state rinnovate le autocertificazioni che riguardano le proprietà delle acque e i requisiti strutturali degli impianti? L’accreditamento è ancora in corso o va richiesto nuovamente? Queste sono le domande alle quali l’amministrazione che è rientrata nel possesso dello stabilimento, dovrebbe rispondere durante un consiglio comunale ad hoc invitando i cittadini e i lavoratori coinvolti. Un’amministrazione che poteva, anzi doveva fare di più, per evitare una chiusura che ha provocato e continuerà a provocare una perdita economica e di immagine enorme per le nostre terme. Non dimentichiamo che la proprietà delle terme , degli stabilimenti non è mai stata ceduta, solo la gestione. Per cui il Comune in quanto proprietario di un bene di così grande valore era tenuto a vigilare, a maggior ragione sull’accreditamento, che se fosse stato perso richiederà investimenti e una chiusura prolungata almeno fino al prossimo anno. Il Covid ci ha probabilmente predisposto ad abituarci a tutto – conclude Frigo –  ma nessuno a Bagni di Lucca può abituarsi a vedere le terme chiuse, e deve esigere e pretendere  delle risposte”.

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