Farmacie comunali e privatizzazione, Partito Comunista: “Uno scippo alla collettività”

Per il movimento lucchese le strutture sono parte fondamentale della 'filiera della salute'

Farmacie comunali e privatizzazioni, sul tema interviene il Partito Comunista di Lucca e Valdiserchio: “Si lascia ancora la vecchia dizione per vendere ad un privato ciò che prima, evidentemente, era patrimonio di tutto il popolo lucchese – dicono dal partito – Un altro grande esempio di liberismo, perpetrato dall’amministrazione Fazzi, che nel 1999 scelse di cedere il 70% delle farmacie comunali al socio privato Alliance, mantenendo solo una quota di minoranza, mentre la parte privata prendeva in gestione una serie di farmacie tra cui quella che viene comunemente indicata con il termine 24 ore”.

“Già all’epoca, in piena ubriacatura del mercato – dicono i comunisti – questo fatto significò un vero e proprio scippo fatto alla collettività da un’amministrazione che, evidentemente, tutto aveva a cuore, fuorchè la salute e i sacrosanti diritti dei cittadini lucchesi. Ma come si fa, ci chiediamo, a governare a nome di una comunità ed allo stesso tempo a privarla di un riferimento che, proprio in questi tempi, si è rivelato indispensabile, un anello di quella che noi chiamiamo la “filiera della salute”, una struttura di natura pubblica, uno strumento unico, vero baluardo, come le cronache ci hanno ricordato, contro la pandemia che ci ha colpito? Come si fa a sottrarre ai propri concittadini un bene di tutti, un servizio determinante e, contemporaneamente, chiedere a questi stessi cittadini i voti per poter governare, contro di loro?  E come si fa, passando gli anni e avvicendandosi altre amministrazioni, a non volersi fare carico di questo vulnus compiuto contro i propri amministrati? È l’ennesima riprova di quanto e come la cattiva politica possa arrivare ad imbrigliare le carte per soddisfare, ancora una volta, la  cultura del ‘privato è bello’”.

“Succede quindi nelle cosiddette partecipate, succede nelle cosiddette cooperative di servizi in cui il presidente va in giro con il macchinone ed i lavoratori vengono trattati alla stregua di servi della gleba. Cogliamo l‘occasione per esternare tutta la nostra solidarietà ai lavoratori che spesso sono vittime di soprusi, di attacchi ai loro diritti se non addirittura alla loro salute e consideriamo nostri alleati, in questa come speriamo anche in altre battaglie, tutti coloro che si battono per i loro diritti. Anche in queste ore vediamo da parte del cosiddetto “governo dei migliori” attacchi sempre più gravi alle rivendicazioni che in ogni parte d’Italia si stanno portando avanti per cercare di difendere il diritto al  lavoro e quelle  poche norme che sono rimaste per ristabilire la legalità e la sicurezza nei posti di lavoro. Un attacco che si intensifica ogni giorno di più e che va combattuto e contrastato con ogni forza, costruendo quella unità tra le forze politiche, sindacali, le associazioni, i comitati, i cittadini che faccia da argine a questo strisciante regime che vuole riportare l’Italia e la storia indietro di qualche decennio, facendolo assomigliare sempre di più al triste ventennio fascista, di cui sembra si stia perdendo la memoria”.

“Unità quindi delle forze politiche, sociali, culturali – conclude la nota – ma soprattutto unità dei cittadini per fermare questo tentativo di riportare indietro le lancette della storia. Ora e sempre resistenza”.

 

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