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Covid, vaccini e sovradosaggi. Remaschi: “La politica degli annunci del presidente Giani sta facendo solo danni”

Il coordinatore regionale di Azione: "È una escalation inarrestabile della debacle della sanità toscana"

“Dopo una overdose di vaccino (4 dosi) a una psicologa di 23 anni verificatosi a Massa, l’errore si è ripetuto a Livorno dove a una signora di 67 anni sono state somministrate altre 4 dosi di vaccino Pfizer. Unici due casi segnalati in Italia”. Lo afferma Marco Remaschi, coordinatore regionale di Azione.

“Notizie che aggiungono un tassello pesante come un macigno a quella che si sta mostrando sempre più come una escalation inarrestabile della debacle della sanità toscana – prosegue – settore nel quale la nostra regione è stata sempre considerata una eccellenza a livello nazionale. Diverse le cause possibili. La stanchezza e lo stress degli operatori, ormai provati da mesi di turni massacranti? L’assenza di procedure di sicurezza nella preparazione e somministrazione dei vaccini? L’adozione di procedure sbagliate, formazione insufficiente del personale sanitario a questi compiti? Il fatto che il Centro regionale per la sicurezza del paziente non abbia una direzione medica richiama alle proprie responsabilità il presidente Giani e l’assessore Bezzini che non hanno ancora provveduto,  dopo ben 8 mesi, alla nomina dei dirigenti del governo clinico regionale, insensibili alle numerose sollecitazioni, sia dei consiglieri della loro stessa maggioranza che dell’opposizione. Il centro gestione rischio clinico è stato messo letteralmente in ginocchio e questo è un chiaro esempio di cattiva amministrazione, alla quale è opportuno trovare una soluzione al più presto.

“Ma questo non è tutto – conclude Remaschi – Da mesi assistiamo a una politica sanitaria degli annunci che vede il presidente Giani impegnato ad aprire nuove fasce di età per la prenotazione dei vaccini, senza prima essersi accertato che le fasce più anziane siano riuscite almeno a completare la prenotazione. Sappiamo bene come ci siano persone, tra gli over 60, che ancora non sono riuscite a prenotare la data per il vaccino a causa di dosi insufficienti o di hub per le vaccinazioni costantemente pieni (situazione che a Lucca conosciamo molto bene, visto che il Campo di Marte non riesce a garantire troppe linee di vaccinazione): allora perché procedere con questa corsa quotidiana alle prenotazioni per nuove fasce di età, se poi viene dato il primo appuntamento utile solo dopo diversi mesi? Non sarebbe meglio prima concludere le fasce precedenti e proseguire passo dopo passo sulla base delle scorte disponibili? In questo modo si eviterebbe di intasare il portale, creare confusione e generare false illusioni nei cittadini”.

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