Quantcast

Lucchesi e Gemignani: “Si valorizzi la figura dell’assistente familiare”

Scatta la mozione del gruppo di Un futuro per Bagni di Lucca

Una mozione per il riconoscimento della figura dell’assistente familiare (il familiare che occupa un ruolo informale di cura, supporto, vicinanza del malato o bisognoso e si impegna nelle attività quotidiane di cura alla persona in oggetto) e della sua tutela normativa, economica e previdenziale. È questa l’iniziativa di Un futuro per Bagni di Lucca, a firma di Laura Lucchesi e Claudio Gemignani, “affinché anche il Comune, come altri, faccia sentire la sua vice presso il governo e i due rami del parlamento. Perché noi, come invece dice qualcun, non ci occupiamo solo di buche: ma abbiamo messo il sociale al centro della nostra azione di opposizione”.

“Nell’ambito dei problemi legati al mondo della disabilità – esordiscono i consiglieri -, negli ultimi anni è emerso con forza il disagio di coloro che, per necessità di assistenza del congiunto con disabilità, si trovano a doversi occupare direttamente della suddetta persona a causa della mancanza o insufficienza di supporti o servizi privati e pubblici. Tale figura, denominata colui che si prende cura di un familiare in difficoltà o assistente familiare, rappresenta colui che, a titolo gratuito, si prende cura in modo significativo e continuativo di un congiunto non autosufficiente a causa di una grave disabilità, con carichi particolarmente onerosi dal punto di vista fisico, pratico, economico e sociale. Ad oggi la stragrande maggioranza di coloro che presentano assistenza informale è rappresentata da persone di sesso femminile, esponendo quindi le donne al maggior peso derivante da questa situazione“.

L’impegnativa e non facile situazione dell’assistente familiare può portare la persona a problemi di solitudine – proseguono -, affaticamento fisico e psicologico, mancanza di riposo, sovraccarico di responsabilità e , non per ultimo, difficoltà economiche, dovendo ridurre o rinunciare al lavoro retribuito (si calcola che l’assistente familiare che abbia dovuto lasciare il lavoro sia, ad oggi, almeno il 66%). A differenza di altri ordinamenti europei, nel nostro ordinamento giuridico, nonostante vi sia stato un primo riconoscimento nell’articolo 1 comma 255 della legge 205 del 2017 introdotta nella legge di bilancio 2018, la figura dell’assistente familiare continua a non essere tutelata. Per questo, negli ultimi anni, alcuni assistenti familiari italiani hanno promosso diverse iniziative volte a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su questo tema. Il 17 settembre 2015 la commissione petizioni del Parlamento Europeo, ha raccolto la denuncia delle violazioni dei diritti umani degli assistenti familiari italiani, ed ha sollecitato il governo italiano ad intervenire in merito. Il 24 settembre 2015 gli assistenti familiari sono stati ricevuti dal presidente della Repubblica. Tra novembre 2015 e marzo 2016 sono stati presentati, proprio allo scopo di colmare questa lacuna legislativa, i primi due disegni di legge e le prime due proposte di legge, rispettivamente alla Camera e al Senato, finalizzati al riconoscimento di questa figura. Ad oggi gli assistenti familiari, sono in attesa del destino che il Parlamento vorrà dare al disegno di legge 1461 recante ‘Disposizioni per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare’, depositato nell’agosto 2019 in Senato e contenente in un unico Ddl le proposte in materia, le quali tuttavia non soddisfano le richieste della maggioranza degli assistenti familiari: essi infatti, lo hanno letteralmente bocciato in quanto ritengono che il testo debba necessariamente essere integrato con le disposizioni proposte nel disegno di legge 1717 recante ‘Disposizioni per l’introduzione di una indennità in favore dei caregiver familiari’ e con il riconoscimento, per chi è riuscito a conciliare con gravi sacrifici, lavoro e cura, di un prepensionamento equiparato ai lavori usuranti”.

“Preso atto – continuano – delle lacune citate in premessa e delle difficoltà che molte famiglie italiane si trovano ad affrontare a causa delle mancate tutele normative concernenti la figura dell’assistente familiare; delle difficoltà patite dagli assistenti familiari in questo periodo di emergenza, senza che abbiano ricevuto alcun ‘ristoro’, proprio per mancanza di un riconoscimento come figura economico/sociale, determinante e indispensabile per la vita delle persone con disabilità non autosufficienti; ritenendo fondamentale l’obiettivo di giungere ad una soluzione normativa che passi attraverso il miglioramento e l’approvazione in tempi rapidi del disegno di legge attualmente fermo in parlamento; riconoscendosi nelle politiche a favore del mondo della disabilità e volendo proseguire sulla linea di una concreta tutela delle famiglie anche sul territorio del proprio Comune”.

I consiglieri Laura Lucchesi e Claudio Gemignani impegnano il sindaco e la giunta: “A chiedere ai due rami del Parlamento di addivenire al più presto al riconoscimento della figura dell’assistente familiare nonché a una sua tutela normativa, economica e previdenziale accelerando l’iter di approvazione del disegno di legge attualmente in discussione al Senato della Repubblica e recependo i correttivi proposti dalle associazioni degli assistenti familiari e introdotti sottoforma di emendamenti; a mettere a parte il consiglio comunale, della missiva che ella invierà al Parlamento”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Serchio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.