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Trasporto scolastico sospeso per il rally, Potere al popolo: “Il diritto allo studio non è sacrificabile”

Il movimento sostiene la protesta delle insegnanti di Camporgiano

Anche Potere al Popolo Lucca sottoscrive la lettera di critica al passaggio del Rally del Ciocco inviata alla stampa dagli insegnanti della scuola secondaria di primo grado di Camporgiano.

“Sabato scorso, infatti, per permettere lo svolgimento della gara, alla quale ha preso parte in veste di concorrente il capogruppo del Pd al senato Andrea Marcucci, al volante di una Skoda Fabia R5, sono state chiuse al transito per tutto il giorno ben tre strade provinciali – si legge nella nota di Potere al popolo -: la provinciale 69 Careggine-Castelnuovo, dal primo mattino fino a oltre le 20, con due piccole riaperture della viabilità, di un’ora e di 15 minuti, in tarda mattinata e nel pomeriggio; il tratto di strada comunale nel comune di Villa Collemandina compreso tra l’intersezione con la Sp 72 (passo delle Radici) e l’intersezione con la Sp 48; il tratto di strada comunale di Molazzana dall’intersezione con la Sp 41 (Gallicano-Molazzana) in località Rio fino all’intersezione con la Sp 43 di Monteperpoli”.

Ciò ha determinato, come riporta Potere al popolo, la sospensione delle lezioni in alcune scuole. “Nel momento particolarissimo e difficile che stiamo vivendo – hanno scritto i docenti – per cui 9 su 10 studenti italiani sono costretti a fare didattica a distanza, in cui l’emergenza sanitaria sta nuovamente rendendo l’Italia una zona rossa con poche eccezioni nelle quali fortunatamente ad ora rientriamo, una circolare stabiliva, per ieri 13 marzo, la sospensione del servizio di trasporto scolastico per gli alunni che vivono nei luoghi interessati dal 44esimo Rally Il Ciocco e Valle del Serchio”.

“Dopo tutte le polemiche che hanno investito il mondo della scuola in questi mesi e la necessità di dare assoluta priorità alla didattica in presenza, questa ‘giustificata’ impossibilità di alcuni alunni di venire a scuola ci suona come un paradosso – riportavano ancora gli insegnanti -. È vero, si tratta solo di un giorno, ma il significato che i giovani (e non solo loro) colgono è: ‘il rally è più importante della scuola’, ‘al rally e ai suoi possibili assembramenti non si rinuncia nemmeno nel pieno di una pandemia’. Non siamo d’accordo che la scuola sia sacrificabile di fronte a questa manifestazione che, peraltro, stona non poco con il tipo di ecoturismo a cui cui la nostra Valle punta e con la grave crisi ambientale nella quale siamo immersi”.

“Condividiamo in pieno quanto sostenuto da queste insegnanti e aggiungiamo una domanda – conclude Potere al popolo -: è possibile sacrificare il diritto di tutti a poter svolgere le proprie attività – lavorative e non – per il l’interesse di un privato?”.

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