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Asl colloca in riposo d’ufficio due dirigenti, Cisl: “Decisione inaccettabile” foto

I segretari Petrucci e Cotrozzi: "L'azienda ha snobbato il decreto Milleproroghe che permette di restare a lavoro fino a 70 anni"

Cisl Fp e Cisl medici lanciano un allarme e invitano gli ordini professionali, le istituzioni locali, regionali e nazionali ad intervenire subito sulla decisione dell’Asl Toscana nord ovest che ha collocato a riposo, d’ufficio, due dirigenti medici al compimento dei 67 anni d’età, senza tener conto della presentazione della domanda di essere trattenuti in servizio fino al settantesimo anno di età.

La decisione di mandare a casa i due dirigenti medici è stata presa dall’Azienda con i due decreti dirigenziali numero 720 e 721 del 23 febbraio.

“In un momento storico in cui si fa continuo appello ai sanitari in quiescenza a rientrare in servizio per contribuire a contrastare la pandemia, l’azienda sceglie il paradosso mettendo a riposo d’ufficio i dirigenti che hanno presentato formale domanda per continuare a dare il proprio contributo – dicono i segretari Massimo Petrucci e Luciano Cotrozzi – È il caso di dire che l’azienda, in piena emergenza ed in carenza di risorse, in settori operativi strategici quali il pronto soccorso della Valle del Serchio e le malattie infettive dell’ospedale San Luca, si è permessa di snobbare la novità normativa contenuta nel decreto Milleproroghe, che ha concesso ai dirigenti medici e sanitari del servizio sanitario nazionale, di presentare domanda per il trattenimento in servizio anche oltre il limite del 40esimo anno di servizio e comunque non oltre il 70esimo anno di età”.

“La segreteria della Cisl – spiegano – sa già cosa scriverà domani la direzione aziendale in replica a questo nostro intervento, ormai la musica è conosciuta, una smentita su quanto affermato oggi dalla Cisl Fp e Cisl Medici, ma questa volta i fatti sono visionabili, basterà andare sul sito istituzionale dell’azienda nella sezione albo pretorio on-line, per leggere i due decreti dirigenziali approvati ed accertarsi che la notizia non è una fake news. A quanto sopra va aggiunta un’aspra critica sulla modalità di gestione dei rapporti che l’azienda dimostra di intrattenere con il proprio osannato personale dipendente”.

“In questo caso il dirigente medico ha avanzato una formale istanza di trattenimento in servizio, ai sensi del Dl Milleproroghe, ma l’Asl non solo non ha risposto all’interessato, ma immediatamente ha approvato il provvedimento con il quale ha disposto il collocamento a riposo d’ufficio, senza fare accenno né menzione all’istanza avanzata dal medico. Infatti – aggiungono i rappresentanti sindacali della Cisl – il dirigente medico si è avvalso della possibilità che la legge nazionale gli ha riconosciuto, in deroga alla normativa vigente, di essere trattenuto in servizio fino al compimento del 70esimo anno di età ed ha presentato formale istanza al direttore generale dell’Asl. L’azienda, nel rispetto delle regole che governano l’agire pubblico, avrebbe dovuto analizzare l’istanza ed accoglierla con decreto ovvero respingerla con una nota motivava sulle ragioni del diniego”.

“L’azienda ha scelto di percorrere un’altra via, realizzando uno scorretto comportamento e cioè, senza rispondere alla istanza dell’interessato ha approvato un decreto dirigenziale con il quale ha disposto il collocamento a riposo d’ufficio del medico e non ha fatto nemmeno un cenno sulla domanda di trattenimento presentata ai sensi di legge. La Cisl è seriamente preoccupata per il comportamento tenuto dall’azienda – dicono –  in considerazione anche dei negativi effetti che potrebbero derivare dalle scelte aziendali sia a danno dei medici interessati che della collettività utente della sanità. Per questo la segreteria scrivente annuncia una decisa presa di posizione con il coinvolgimento degli ordini professionali, della conferenza dei sindaci e degli amministratori regionali competenti”.

“Al momento le segreterie della Cisl Fp e Cisl Medici di ambito Lucca – concludono – rivolgono un ringraziamento particolare a tutti gli operatori della sanità per l’impegno, l’energia e le competenze dimostrate che hanno permesso al sistema sanitario locale di non collassare salvando quotidianamente vite umane e mettendo a rischio la propria”.

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