Pillola del giorno dopo e aborto, Non una di meno scrive alla Asl

Il gruppo: "Informazioni contraddittorie sui servizi consultoriali nei presidi di Gallicano e Castelnuovo"

Protesta delle attiviste di Non una di meno davanti alla farmacia del Ponte del Giglio dove il titolare rifiuta di somministrare la ‘pillola del giorno dopo’ a chi la richiede.

“Siamo tornate – dicono – alla farmacia Ponte del Giglio di Mutigliano dove qualche giorno fa abbiamo verificato il rifiuto della titolare di distribuire la pillola del giorno dopo. L’obiezione di coscienza sulla contraccezione di emergenza non è consentita per legge, non trattandosi di pratica abortiva: le farmacie sono obbligate a tenere il farmaco e a distribuirlo in caso di emergenza. In questi giorni abbiamo inoltre denunciato la presenza sul territorio di manifesti contro le donne che ricorrono all’interruzione volontaria di gravidanza. Si tratta di messaggi colpevolizzanti e violenti che amplificano la cultura di lesione dei diritti all’autodeterminazione e alla salute riproduttiva delle donne, su cui Non una di meno lavora da anni e che si concretizza nella difficoltà di accesso al servizio”.

“In merito alla questione, come nodo di Lucca – dicono da Non una di meno – abbiamo scritto una lettera che sarà inviata agli uffici competenti in cui sottolineiamo una serie di disservizi tra cui la limitazione a un solo giorno (la mattina del lunedì) della possibilità di richiedere la certificazione per interruzione volontaria di gravidanza al consultorio principale di Lucca, la mancanza di strumentazione idonea per l’esecuzione di una visita ginecologica completa al consultorio (ecografo), la possibilità di eseguire l’aborto farmacologico solo al reparto di ostetricia e ginecologia e non in regime di day hospital e in strutture ambulatoriali pubbliche attrezzate nonché nei consultori come previsto dalle nuove linee guida ministeriali dell’agosto 2020″.

“Inoltre, la situazione appare più grave nelle zone decentrate della nostra provincia – spiegano – in Valle del Serchio abbiamo riscontrato informazioni incomplete e contraddittorie su giorni e orari di apertura e sulla disponibilità dei servizi consultoriali nei presidi di Gallicano e Castelnuovo Garfagnana, mentre le donne residenti in Valle del Serchio che decidono di ricorrere all’aborto sono automaticamente reindirizzate all’ospedale San Luca di Lucca, con i conseguenti problemi derivanti dai tempi ristretti previsti dalla legge 194 e alla necessità di spostarsi verso il capoluogo”.

“Chiediamo inoltre informazioni precise, pubbliche e trasparenti – chiudono – sulla percentuale di personale obiettore e non obiettore presente nel reparto di ginecologia e ostetricia, nonché nei servizi consultoriali, sul numero di operatori effettivamente presenti nei consultori della Piana e della Mediavalle e Garfagnana, che sappiamo essere sotto organico, sui motivi del mancato svolgimento dell’interruzione volontaria di gravidanza all’ospedale di Barga e della limitata possibilità di ottenere la certificazione al consultorio di Lucca“.

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