Borgo, il sindaco Andreuccetti firma la proposta di legge antifascista

Il primo cittadino: "La democrazia, i principi fondamentali della nostra Costituzione, vanno ogni giorno di più difesi e rilanciati"

Contro la propaganda fascista e nazista anche il sindaco di Borgo a Mozzano, Patrizio Andreuccetti, ha firmato questa mattina (22 gennaio) i moduli di adesione alla raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare.

Anch’io, con grande soddisfazione, ho firmato la proposta di legge antifascista – afferma il primo cittadino di Borgo a Mozzano -. La democrazia, i principi fondamentali della nostra Costituzione, vanno ogni giorno di più difesi e rilanciati. Ogni cittadino può firmare, basta recarsi all’anagrafe del Comune”.

Sotto il post, come di consueto accade sui social, le polemiche non sono mancate. Alla domanda “Quella anticomunista quando?”, il sindaco ha prontamente risposto: “Se e quando nel nostro paese, cosa che non mi auguro, avremo una dittatura ventennale comunista da cui liberarci con sangue e morti, quindi una nuova Costituzione fondata da una nuova resistenza sull’anticomunismo. In più quando chi inneggia al comunismo sarà per le strade ad inneggiare a Stalin, a negare i Gulag, a dire Viva la Siberia. Ecco, allora firmerò”.

“Quando sento ragionamenti del tipo ‘siete obsoleti, siamo nel 2021’ o ‘quando è che firmi anche quella anticomunista’ mi convinco ancora di più della bontà della firma – prosegue il sindaco -. ‘Siamo nel 2021’ è un discorso del tutto insensato: perché se ci sono in giro inneggianti al fascismo e nazismo, e ce ne sono, è giusto che la Repubblica, che sull’antifascismo si fonda, si tuteli senza se e senza ma. Quella sul comunismo è di un qualunquismo spaventoso: l’Italia ha avuto una dittatura ventennale fascista, da quella ci siamo liberati con sangue e morte. La nostra identità e la nostra storia sono quelle. Io sono il primo che condanno ogni forma di dittatura, comunismo compreso, ma in Italia il comunismo non ha mai governato e non si vedono in giro soggetti inneggianti a Stalin e ai Gulag”.

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