Pci: “Emergenza neve in Valle del Serchio, occorre lavorare sulla prevenzione”

Il partito punta il dito sulle politiche di privatizzazione delle società di servizi

“I primi giorni dell’anno 2021 sono sicuramente iniziati sotto un cattivo segno per la Garfagnana e la Valle del Serchio. Diverse località sono rimaste isolate e, soprattutto, migliaia di famiglia sono rimaste senza energia elettrica per uno o più giorni; i disagi sono stati fortissimi visto  che ormai il nostro modo di vivere, di comunicare, di riscaldare le nostre case è vincolato alla presenza dell’energia elettrica. È stato sicuramente un incubo per molte persone, soprattutto per anziani ed ammalati, passare quel tempo al freddo, con temperature estremamente rigide. Una situazione di disagio, riteniamo, sproporzionata rispetto all’intensità del fenomeno meteorologico occorso, che quindi richiama doverosamente la politica ad una riflessione seria e critica”. Il commento è della sezione Lucca e Valdiserchio del Partito Comunista Italiano.

“È evidente – prosegue la nota – che le migliaia di alberi che, sotto il peso della neve sono caduti sulle strade e sulle linee elettriche, richiamano con forza ad un degrado ed alla insufficiente attività di cura e manutenzione del territorio; è altrettanto vero, come ha giustamente rilevato il Comitato popolare Lit, che in questo paese manca una vera politica per la montagna. In questi giorni abbiamo assistito al teatrino di numerosi esponenti politici di rilievo locale, regionale o nazionale, protesi a ricercare le responsabilità per la mancata manutenzione del territorio ed  a convocare tavoli di confronto tra enti locali ed È-distribuzione Spa, la società del gruppo Enel attualmente incaricata della rete distributiva dell’energia elettrica. Non è questo il punto secondo noi del Pci, o perlomeno non ne rappresenta l’elemento portante”.

“Il Pci ritiene che le vere responsabilità – dice la nota – siano da attribuire alle politiche degli ultimi decenni, che hanno portato alla privatizzazione di servizi fondamentali per uno Stato che tale si voglia definire, tra cui appunto anche quello della produzione e distribuzione dell’energia elettrica. La manutenzione e la tenuta in sicurezza dei tratti di territorio attraversati dalle linee elettriche per una Spa sono semplicemente costi, e come tali da contenere entro certi limiti; lo scopo principale di una Spa è ricercare profitto e distribuire utili agli azionisti, punto. Il livello di manutenzione effettuata è commisurata non tanto ai reali bisogni dei territori attraversati, ma alle compatibilità del conto economico dell’azienda. Certo che occorre un controllo più efficace sulla manutenzione delle linee elettriche, naturale che E-distribuzione debba rimborsare gli utenti per la mancata erogazione del servizio e per i disagi subiti, ma l’asse portante della questione per noi comunisti è la rinazionalizzazione di Enel, così come di altri servizi pubblici essenziali”.

“Ragionando di quello che è successo in Garfagnana in questo inizio di 2021 è inevitabile ragionare anche sul ruolo della Provincia – dice il Pci – che gestisce una parte non secondaria della viabilità dei nostri territori. Questo ente fondamentale nel processo di decentramento democratico ed amministrativo disegnato nella nostra Costituzione, dopo il progressivo svuotamento che doveva portare nel 2016  alla sua definitiva soppressione, giustamente sventata, appare comunque depotenziato e insufficiente al momento a svolgere quelle funzioni che dovrebbe compiere.  Eppure si tratta di un ente che avrebbe un ruolo importante in tema di scuola, viabilità, governo del territorio, etc., oltre potenzialmente a poter diventare protagonista della gestione di altri servizi, quali rifiuti e acqua, oggi assurdamente conferiti alle Ato ed a soggetti di diritto privato quali le Spa di gestione. Il Pci chiede di riportare le provincie al ruolo che avevano prima delle riforme dell’ultimo decennio, dotandole delle opportune risorse finanziarie; inoltre chiediamo di ripristinare l’elezione popolare democratica del consiglio provinciale, al posto dell’attuale sistema elettivo di secondo grado. Pertanto situazioni come quelle verificatesi pochi giorni fa in Garfagnana, non dipendono solo dalle avversità atmosferiche, ma sono figlie di politiche precise di privatizzazione e di riforme istituzionali incentrate soprattutto sulla riduzione dei costi della politica e la contrazione degli spazi democratici“.

“Concludiamo – dice la nota – con un riconoscimento doveroso alle centinaia di lavoratori degli enti pubblici, di E-distribuzione e di tutte le altre ditte incaricate, nonché dei volontari, che in queste settimane si sono prodigati per ripristinare la normalità, operando in condizioni proibitive, spesso  al freddo ed al buio. Lavorare sul territorio con la manutenzione ordinaria e privilegiando la prevenzione, anziché in situazione d’emergenza ha conseguenze importanti anche sulle condizioni dei lavoratori del settore, la loro sicurezza, salute e dignità”.

 

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