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Gli ex leghisti: “Crediamo di essere state vittime politiche del sistema Vagli”

Le parole di Simonini, Andreotti, Zaccaria e Panzani: "Tutto cambiò il 13 ottobre 2018"

Con una nota sulle vicende giudiziarie che sconvolgono la piccola comunità di Vagli Sotto, intervengono anche Simonini, Andreotti, Zaccaria e Panzani, oggi responsabili di Cambiamo! e in passato dirigenti territoriali della Lega.

Caso Vagli, Cambiamo! chiede il commissariamento del Comune

“Non vogliamo entrare nel dettaglio giudiziario, i fatti cointestati riportati dagli organi preposti sono molto gravi e parlano da sé, noi siamo garantisti non per tornaconto, e quindi lo saremo anche in questa circostanza senza esprimere nessun giudizio sulle singole persone. Vorremmo però entrare nel merito politico e morale, perché nostro malgrado ci siamo scontrati con qualche amministratore di Vagli, uscendone con le ossa rotte, quando nella Lega eravamo dei dirigenti regolarmente eletti a norma di statuti e regolamenti, e ci opponemmo ad un ingresso dell’ex sindaco di Vagli, autoproclamatosi primo sindaco leghista”.

“Avevamo il supporto del partito con indicazioni ben precise – proseguono -, nessuno a quel tempo lo voleva in squadra, lo ricordiamo molto bene. Il 16 giugno 2018 a Camporgiano venimmo avvicinati da tre persone, con un sacco di discorsi, ci sembrarono cose dell’altro mondo. Il 5 agosto presso la terrazza di Valdottavo, l’allora segretario nazionale durante una cena chiese al sostenitore Mario Giuseppe Coltelli di fare il responsabile e candidato sindaco per il comune di Vagli. Noi, eravamo orgogliosi del contributo politico/amministrativo e morale che Giuseppe avrebbe portato al nostro gruppo, aumentandone il livello professionale. Alcuni mesi dopo, anche in virtù di un cambio al vertice regionale, nominammo Giuseppe Coltelli responsabile nella località di Campocatino, era il 13 ottobre. Da quel giorno cambiò il nostro percorso politico, Simonini con ogni mezzo doveva essere rimosso da segretario, e il Comune non doveva cambiare amministrazione“.

Un gruppo consolidato spazzato via da una cena dove si reclutavano nuovi iscritti – affermano -, era il 12 novembre. Quella sera nacque il patto di una nuova dirigenza, che avrebbe dovuto spezzare il lavoro della sezione nell’incontro organizzato al teatro Alfieri il 28 dicembre, al cospetto del nuovo commissario provinciale.
Oggi come allora, i nostri interrogativi rimangono grandi come i personaggi politici che hanno frequentato così attivamente il comune di Vagli e non ad esempio quello di Barga, quando nel 2019 c’era da portare avanti una sfida politica molto importante. Parlamentari, consiglieri regionali, comunali, segretari di partito, frequentatori assidui della piccola località Garfagnina a quale scopo? Un lavoro di partito su 20 Comuni, fatto con dedizione e presenza, militanza e tanto sacrificio, spazzato via per quale motivo? Non eravamo noi fondatori di una sezione costruita e votata regolarmente con il rispetto e il riconoscimento di tutto il partito fino a quei giorni?”.

“Ci chiediamo cosa fosse cambiato – proseguono gli ex leghisti -, visto che il nostro operato e comportamento era rimasto identico, e non avevamo frizioni con dirigenti di più alto livello, anzi eravamo presi come modello in Toscana. La sezione rimase in piedi, perché la sera del 28 dicembre, a Castelnuovo non scattò la rissa che qualcuno aveva preventivato. Un lavoro che sarebbe stato distrutto internamente per non fare volutamente risultato in nessun comune al voto nel 2019, escluso quello di Vagli, da dove doveva nascere, e poi nacque, il nuovo Commissario di sezione eletto proprio tra i banchi di quella maggioranza. Certi del nostro buon agire, siamo a disposizione degli inquirenti per chiarire ogni singolo passaggio che ha riguardato il nostro operato, perché crediamo di essere state vittime politiche del ribattezzato ‘sistema Vagli'”.

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