Andreuccetti: “Subito gli aiuti diretti a chi è costretto a chiudere dal decreto”

L'opinione del sindaco di Borgo a Mozzano dopo le nuove misure decise dal governo: "Serve una grande operazione di welfare"

Anche il sindaco di Borgo a Mozzano, Patrizio Andreuccetti, dice la sua sulle decisioni del governo per arginare i contagi da coronavirus.

“L’attuale situazione – spiega Andreuccetti – esaspera una “guerra tra poveri”. Tra chi, giustamente, ritiene fondamentale tutelare la salute, soprattutto la salute dei più deboli, e tra chi, giustamente, sa che, con chiusure e/o tagli di orario, perderà in termini economici, scolastici, sociali. Io continuo a credere che entrambe le situazioni debbano essere salvaguardate e che dallo Stato debbano arrivare aiuti immediati a chi la chiusura l’ha subita e la subirà. Sono preoccupato per i nostri bar, ristoranti, pizzerie, pub. Sono preoccupato per i lavoratori della cultura e dello spettacolo, che di fatto sono fermi da marzo. Sono preoccupato per chi ha investito in palestre, piscine, per chi ha creduto nello sport come valore sociale ma anche economico. Sono preoccupato anche per le attività non colpite direttamente, in quanto subiranno danni indiretti. Poi, ma non certo da ultimo, c’è la scuola. Qua rischiamo di saltare una generazione”.

“Lo Stato, ora – dice il primo cittadino – è chiamato a mettere in campo la più grande operazione di welfare state dal secondo dopoguerra ad oggi. Subito con una ingente fase assistenzialista, in futuro con una fase propulsiva per un rilancio economico a medio-lungo termine. L’epoca del trionfo dell’individuo, inaugurata trenta anni fa e oggi più nel vivo che mai, rischia di diventare l’epoca della solitudine, della rabbia, del caos. Siamo arrivati qui con troppe persone che non si sentono protette, che non si sentono parte di un insieme, che non vedono un futuro. Ora più che mai lo Stato deve agire per esserci, uno Stato presente in senso collettivo nell’era dell’individualismo onnipotente (in realtà impotente)”.

“Noi come amministrazione – concòude –  non siamo stati, non siamo e non saremo fermi. Fino al 20 novembre abbiamo subito prorogato un bando per aiuti al sociale, per aiutare le persone che non ce la fanno a passare il mese. Ma non è certo il Comune che da solo può salvare la situazione. Noi ci siamo e ci saremo, in prima linea per far sentire meno soli i cittadini, parte di un insieme. Bene salvare la salute e fermare il virus. Altrettanto fondamentale è far arrivare in 15/20 giorni gli aiuti diretti a chi subisce le chiusure. L’auspicio è che questo mese serva davvero a superare gran parte del problema sanitario. Il sacrificio di tanti non deve essere vano”.

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