Zucconi (Fdi): “Mancano già i vaccini influenzali in Toscana”

Il deputato: "Incredibile e inaccettabile vista l'emergenza sanitaria in atto"

“Sto ricevendo segnalazioni sul fatto che un po’ a scacchiera in tutta la Toscana manchino i vaccini influenzali: i medici di base hanno esaurito in breve tempo le scorte e anche le farmacie, sia pubbliche che private, non ne hanno più e anzi, molte non prendono nemmeno prenotazioni”. A sostenerlo è il deputato di Fdi, Riccardo Zucconi.

“L ’acquisto eccezionale di vaccini da parte delle regioni infatti ha esaurito in breve tempo le scorte, annullando quasi del tutto la disponibilità di dosi sul libero mercato per tutta la fascia la popolazione non a rischio – afferma -. Asl, medici generici, pediatri, farmacisti, sono tutti accomunati dallo stesso problema e a niente sono serviti i mesi estivi, nei quali il sistema sanitario nazionale – ma anche le regioni – avrebbero potuto e dovuto organizzarsi per farsi trovare pronti i autunno, dove peraltro era già attesa la seconda ondata di coronavirus. E invece niente è stato fatto, pensiamo ad esempio alla Toscana: dopo le elezioni regionali del 20 settembre, il nuovo Assessore regionale alla sanità, in un periodo di estrema crisi come quello che stiamo vivendo, è stato nominato solo qualche giorno fa a causa dei continui litigi interni al centrosinistra”.

“Quello che ci preme sapere – aggiunge –  sono i tempi esatti di distribuzione del farmaco e quanto ancora anziani e comuni cittadini dovranno aspettare per poter ricevere il vaccino. So di persone di una certa età che hanno atteso ore ammassati sotto la pioggia in attesa del loro turno presso un centro medico in Versilia, dove all’intero esercitano diversi medici di base. Come faranno i medici a sopperire a questa mole di richieste? Quando arriveranno nuove dosi? Basteranno per tutti? La nostra impressione è che la gestione della seconda ondata sia partita davvero nel peggiore dei modi e che con questi ritardi ci sia il rischio che ai malati di Covid-19 si aggiungano quelli con l’ influenza, mandando letteralmente in tilt il già saturo sistema sanitario nazionale. Proprio quest’anno che la vaccinazione influenzale doveva essere fatta in modo più vasto possibile per evitare una pericolosa confusione fra sintomi Covid e quelli della semplice influenza e dopo la terribile esperienza vissuta nei mesi di marzo e aprile. Ma si sa, l’esperienza insegna, ma non a tutti”.

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