Presunto danno erariale per la mancare realizzazione del nido a Ghivizzano, opposizione chiede lumi

Il capogruppo Giorgio Daniele chiede al sindaco: "Un debito che peserà sui prossimi anni delle casse comunali di Coreglia"

Presunto danno erariale per la mancata realizzazione di un asilo nido a Ghivizzano Castello a Palazzo Nuti. Sul tema interviene Giorgio Daniele, capogruppo di opposizione.

L’opposizione chiede di riferire per scritto sul procedimento che non si è concluso con l’apertura dell’asilo nido nei tempi e con le modalità previste dal bando e, con la conseguente revoca e restituzione del finanziamento. In particolare l’opposizione si chiede se possano “essere state condotte di una gravità tale da poter costituire danno erariale a carico del Comune di Coreglia e, nel caso di sussistenza di tali ipotesi, cosa intenda fare l’amministrazione per il recupero della somma per un totale di euro 623.135,35 compresi interessi e costi, da eventuali responsabili”.

“Nel nostro caso, appurata la dinamica dei fatti – dice Giorgio Daniele – credo sia doveroso esperire ogni azione utile a ricondurre nelle casse del Comune, nel minor tempo possibile, la somma pari al finanziamento prima ottenuto e poi revocato, ricercando chi ne abbia la responsabilità. A nostro avviso, un danno erariale vi è stato, non solo perché ottenuto un finanziamento pubblico, poi revocato, si è spesa una ingente somma, a fronte della quale oltre a non essere stato attivato alcun servizio, rimane nel patrimonio dell’ente un bene, Palazzo Nuti, il cui reale valore sul mercato è di gran lunga inferiore ai costi sostenuti per l’acquisto, il recupero e l’arredo. La gestione di tale intervento, è risultata fortemente antieconomica poiché i costi sostenuti dall’ente comunale per l’adeguamento dell’immobile ad asilo nido non verranno coperti da nessun contributo e da nessun introito per la gestione di tale servizio”.

“Ma c’è di più – prosegue la nota – In merito alla mancata rendicontazione e perdita dei contributi comunitari, la Corte dei Conti ha già avuto modo di esprimersi in merito. Rimaniamo pertanto in attesa di conoscere le sue determinazioni – si dice rivolgendosi al sindaco – in merito a quanto richiesto, riservandoci in caso di mancata o insoddisfacente risposta di richiedere la convocazione straordinaria del Consiglio al fine di accertare: cosa è stato fatto dal 2012 al 2017, anno entro il quale avrebbe dovuto entrare in funzione il servizio di asilo nido, dalle due amministrazioni che si sono succedute, per attivare quanto previsto dal bando per cui era stato ottenuto il contributo; quanto dichiarato dal responsabile del settore G del Comune di Coreglia Antelminelli, circa l’utenza del servizio: l’utenza che avrebbe usufruito del servizio non era, certamente, quella dichiarata nel “formulario di progetto del servizio” allegato ad ogni richiesta di contributo, di 50 bambini, ma, sostanzialmente, molto inferiore tanto da non arrivare nemmeno ad un sesto di quello dichiarato; il danno derivante dal fatto che il consiglio comunale ha deliberato di utilizzare fondi dei Bacini imbriferi montani per la restituzione del debito. Ovvero i predetti fondi erano già finalizzati, nella maggior parte, per la realizzazione di opere pubbliche e, pertanto, le stesse, non potranno essere messe in atto con grave danno al patrimonio comunale; prendere atto che l’amministrazione in carica fino al 22 settembre scorso ha messo in evidente stato di difficoltà anche l’attuale amministrazione, la quale si troverà a doversi far carico di un danno procurato da altri e gestire il bilancio comunale con un passivo annuale di euro 69.192,82 per 9 anni”.

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